Attualità

Scuola. Scende al 9,9% la dispersione scolastica in Emilia-Romagna, quasi metà del dato nazionale

La nostra Regione esprime un dato sulla formazione molto positivo, contro un 16% nazionale, superando l'obiettivo europeo per il 2020 fissato al 10%. L'assessore Patrizio Bianchi: "Un risultato che conferma la qualità del nostro sistema educativo e formativo"

Dati incoraggianti quelli del tasso di dispersione scolastica, che in Emilia-Romagna scende a quota 9,9%, ovvero sotto quel 10% obiettivo richiesto dall'Europa nel 2020. Basti pensare che l'anno scorso la percentuale di giovani tra i 18 e 24 anni che abbandonavano gli studi erano l’11,3% nella nostra regione. Un dato che si discosta positivamente rispetto alla media  nazioanle fissa al 16%, e scende sotto la media UE 28 che è del 10,7%.  Non solo, a confronto con le regioni socialmente ed economicamente più sviluppate, l'Emilia-Romagna supera Veneto (10,5%), Piemonte (11,5%) e Lombardia (12%)

"Un risultato che conferma la qualità del nostro sistema educativo e formativo- dichiara l’assessore regionale alla Scuola, Formazione e Lavoro, Patrizio Bianchi-. Per assicurare il successo scolastico e formativo e contrastare la dispersione scolastica, abbiamo deciso di agire su più fronti. Da un latola Regione ha strutturato un proprio sistema regionale di Istruzione e Formazione professionale sul quale investe ogni anno 50 milioni di euro per permettere a circa 4mila ragazzi di conseguire una qualifica professionale in uno dei 188 percorsi a qualifica realizzati da enti di formazione professionale accreditati. A questi corsi se ne affiancano altri 400 avviati ogni anno dagli Istituti professionali, con un contributo regionale di 4 milioni di euro. Dall’altro- aggiunge Patrizio Bianchi- rendiamo disponibile un’offerta che permetta ai giovani di rientrare nei percorsi formativi per conseguire una qualifica professionale coerente ai fabbisogni delle imprese”.

Si tratta, in questo caso, di percorsi che permettono di conseguire una qualifica professionale anche ai giovani che hanno assolto il diritto/dovere dell’istruzione obbligatoria con il compimento dei 18 anni, senza essere riusciti a completare il proprio percorso formativo. L’investimento regionale è di 2 milioni di euro per 25 percorsi, approvati nei primi sei mesi del 2018, rivolti a 332 giovani.  Della durata di 600 ore, di cui 240 di stage, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, danno ai partecipanti la possibilità di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie a inserirsi nel mondo del lavoro, all’interno di imprese che hanno necessità di nuove professionalità e che mettono a disposizione nuovi posti di lavoro.

I percorsi attivati hanno riguardato le seguenti qualifiche: Operatore meccatronico dell’autoriparazione (luogo di svolgimento Piacenza), Operatore della ristorazione (Bologna) e Operatore meccanico (Codigoro, Fe), Operatore agro-alimentare (Ravenna), Operatore del punto vendita (Bologna), Operatore del verde (Ravenna), Operatore di cura e pulizia di spazi e ambienti (Ferrara), Operatore di magazzino merci (Fidenza, Pr), Operatore di impianti elettrici solari e fotovoltaici (Bologna). I fabbisogni formativi e professionali dei giovani e gli impegni delle imprese sono stati formalizzati in un Accordo di partenariato.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola. Scende al 9,9% la dispersione scolastica in Emilia-Romagna, quasi metà del dato nazionale

ModenaToday è in caricamento