Domenica, 14 Luglio 2024
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Alle scuole d'infanzia paritarie Fism un terzo dei bambini 3-6 anni

Contributi del Comune per i bimbi in disagio economico in base a Isee, come previsto dal Protocollo approvato dal Consiglio. Baracchi risponde a interrogazione del M5s

Il sistema integrato per l’infanzia che mette insieme scuole comunali, di Fondazione Cresciamo, statali, convenzionate e paritarie Fism, offre oggi 4.352 posti (con una copertura del 98% rispetto ai bimbi residenti della fascia 3-6 anni) di cui circa un terzo nelle scuole Fism frequentate da 1.396 bambini. Per queste famiglie, per ogni bambino in situazione di disagio economico o sociale iscritto alla scuola, il Comune, su richiesta dell’utente, assegna un contributo a supporto del pagamento della retta. Il contributo è erogato alle scuole in modo da essere decurtato dalla retta corrisposta dal genitore e riguarda circa 130 bambini per complessivi 135mila euro.

Lo ha spiegato l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 29 giugno rispondendo all’interrogazione del Movimento 5 stelle illustrata da Giovanni Silingardi. Nell’istanza si chiedeva “per quale motivo le strutture Fism per i posti inseriti nel bando comunale non hanno tariffe convenzionate in base alle fasce Isee, come mai non si adattano alle tariffe comunali per quei posti che mettono a disposizione” e “perché sono inserite nel bando comunale visto che le tariffe sono le medesime dell’iscrizione diretta”.

L’assessora ha sottolineato che l’inserimento dei posti delle strutture Fism nel bando e le relative modalità derivano dal Protocollo d’intesa tra Comune di Modena e Fism per la gestione di un sistema pubblico integrato di scuole di infanzia approvato con delibera del Consiglio comunale nel novembre 2020 con voto unanime di tutti i consiglieri presenti, compresi i interroganti.

Baracchi ha ricordato come il “Protocollo derivi da accordi, avviati oltre vent’anni fa, per costruire un sistema di formazione pubblico integrato ‘a rete’ in grado di garantire la scolarizzazione di tutti i bambini di tre, quattro e cinque anni, che assicuri flessibilità, diversificazione, integrazione, potenziamento, qualificazione all'offerta, a cominciare dal consolidamento di un sistema unico di iscrizioni”.

“Proprio la creazione di un centro unico di iscrizioni che permette alle famiglie di conoscere tutta l’offerta presente in città, senza ricorrere a doppie iscrizioni è un risultato di cui Modena può vantarsi nel panorama nazionale, che consente di ottimizzare il procedimento d’iscrizione, per altro auspicato dalle ultime Linee guida sullo Zerosei”, ha continuato l’assessora.

Gli impegni che ha assunto Fism con il Protocollo sono di inserire tra i posti disponibili nel bando gestito dagli uffici comunali all'interno del sistema del centro unico di prenotazione alcuni posti per ogni scuola e di comunicare agli uffici le rette applicate dalle scuole Fism per l’anno scolastico successivo.

Per quanto riguarda, infine, il contributo a beneficio delle famiglie in situazione di disagio, l’assessora ha precisato che per ogni utente che rientra in fascia Isee fino a 4.700 euro viene erogato mensilmente un contributo pari a 135 euro, mentre per quelli in fascia Isee fino da 4.700 fino a 9.500 euro il contributo è pari a 67 euro.  

Dopo la trasformazione in interpellanza, Elisa Rossini di FdI ha posto l’attenzione sull’apporto delle Fism al sistema educativo della città, sottolineando che nelle scuole paritarie “i costi complessivi di gestione sono a carico del gestore, mentre in quelle comunali e statali sono a carico della comunità. Per un bambino che frequenta una scuola statale il costo per la collettività è di oltre 7 mila euro, mentre per uno frequenta una Fism è di 500 euro. Quello delle scuole Fism è quindi un patrimonio da salvaguardare e fa parte di un circolo virtuoso di risposta ai bisogni dei cittadini: bisogna guardare al bene della collettività indipendentemente dal fatto che sia realizzato dal pubblico o dal privato”.

Il capogruppo del partito democratico Antonio Carpentieri ha ribadito che “il Protocollo con la Fism è stato votato e voluto tutti” e ha ricordato: “Il Comune, anche con il nostro avvallo, ha riunito soggetti diversi per dare risposta a tutte le famiglie. Allargando la platea sono aumentati infatti i posti così come la qualità dell’offerta proveniente da soggetti che condividono progetti e linee pedagogiche. Non c’è disparità di trattamento – ha continuato – perché nessuno che preferisce la scuola pubblica è dovuto andare in una scuola Fism”, suggerendo poi che se invece s’intende mettere in discussione la Convenzione approvata, si dovrebbe aprire un confronto diverso.

Giovanni Bertoldi di Lega Modena ha parlato di “un sistema che funziona e che arricchisce l’offerta formativa. Le scuole Fism – ha precisato – sono estremamente importanti perché permettono al Comune un grande risparmio e in loro assenza l’Amministrazione dovrebbe ridurre i servizi. Queste scuole fanno da ammortizzatore tra due estremi, il pubblico e il privato (le tariffe non sono così elevate) e aiutano a uniformare il settore della formazione. Non ritengo, quindi, ci siano motivi per mettere mano a quello che, come Consiglio, abbiamo fatto in riferimento alla scuola 0-6”.

Nella replica, Giovanni Silingardi ha precisato che l’interrogazione non voleva essere un “attacco a una tipologia di scuola e nemmeno a un sistema: il sistema infanzia è quello su cui si misurano le politiche comunali e garantire la fruizione da parte del maggior numero di persone è positivo. Siamo consapevoli di aver votato il Protocollo su cui riteniamo però si possa ragionare rispetto ad alcuni aspetti specifici. Il tema su cui, forse, si può lavorare in prospettiva è il riferimento al valore Isee non solo per le fasce più basse ma per tutti”.

In conclusione di dibattito, l’assessora Baracchi ha ricordato che “in tutte le scuole, con un’attenzione trasversale e senza discriminazioni, valgono anche le riduzioni delle rette in relazione al nucleo familiare”, ricordando che il 26 giugno si sono aperte le procedure per la presentazione della documentazione Isee per tutti i servizi. E ha affermato: “Per raggiungere i risultati ottenuti nei servizi educativi per la fascia 3-6 è stato necessario un grande sforzo del Comune in termini di investimenti. Il sistema educativo per lo 3-6 anni ha funzionato così bene che oggi abbiamo più posti che bambini; è quindi il momento di trasferire risorse da questi servizi a quelli per la fascia 0-3 dove i bisogni sono ancora significativi: un tema complesso che stiamo approfondendo anche con altre amministrazioni”.

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