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Giovedì, 25 Aprile 2024
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Riciclaggio di denaro, e segnalazioni a Modena crescono del 21% in sei mesi

Dati allarmanti per Modena nel consueto report della UiF-Banca d'Italia. Nell'ultimo semestre una media di due segnalazioni al giorno in provincia

Sono stati pubblicati i dati di UIF-Banca d'Italia relativi alle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio, raccolte ed elaborate nell'appena trascorso 1° semestre 2022. Riciclaggio economico che da tempo vede la nostra Italia ai primi posti neri in Europa e la nostra regione tra i primi posti.

Un primo semestre che ha fatto raccogliere a UIF- Banca d'Italia ben 74.233 segnalazioni, con un incremento nazionale di circa il 6% rispetto all'anno precedente e con un pacco di denaro sporco di ben 48 miliardi. Segnalazioni purtroppo abbastanza fondate e concrete se, da quel numero sopracitato, ben 72.658 sono poi state "trasmesse agli Organi Investigativi"

Un'attività di forte prevenzione, diretta dalla UIF e con la "collaborazione dovuta per legge" dai segnalanti in ogni territorio nazionale, a partire dalle agenzie bancarie, postali ed assicurative e, sempre più necessariamente, dai consulenti e professionisti perché sempre più coinvolti nel dirigere tecnicamente le operazioni di riciclo volute dalle imprese. L'unica professione che sfugge a questo dovere di segnalare è ancora quella degli avvocati: delle 74.233 segnalazioni nazionali, solamente tredici provengono dai legali italiani.

I dati locali 

Dall'Emilia Romagna, nel 1° semestre di quest'anno, sono partite 4.603 indicazioni di riciclaggio: 25,6 ogni giorno, cioè più di una ogni ora che passa. Però, e questa è una buona notizia, rispetto al 1° semestre dell'anno scorso, registriamo un calo regionale di circa 300 segnalazioni, pur restando l’Emilia Romagna la 5° regione dopo Lombardia, Lazio, Campania e Veneto.

Dopo le 1.055 pratiche partite da Bologna segue Modena con 784, al secondo posto tra le province regionali. Siamo però la prima provincia se si rapporta il numero delle segnalazioni rispetto alla popolazione residente. C'è però un altro dato modenese ancor più preoccupante. Dalle tabelle UIF, si vede che il calo emiliano-romagnolo è dovuto al calo in ben 7 province, col triste contrasto di Modena che porta una crescita dei fascicoli sul riciclaggio di un considerevole +21,17%.

I nostri territori sono tra i peggiori, nella mappatura del traffico finanziario illecito verso i cosiddetti "Paesi Paradisi Fiscali". Un traffico illegale che vede sempre più coinvolte le imprese emiliano-romagnole, loro consulenti e professionisti e prestanome di comodo. Un dato che purtroppo trova coerenza con l'elevata esposizione dell’Emilia Romagna coi reati di "illecite esternalizzazioni e distacchi transnazionali" a carico delle imprese, come documenta l'ultimo Report dell'Ispettorato del Lavoro.

Lavoro nero, l'Emilia è prima in Italia per numero di lavorarori irregolari

Nonostante il dovere per legge in capo anche agli Enti Pubblici di concorrere attivamente nel segnalare le operazioni economiche sporcate dal riciclaggio, il Report evidenzia "il loro contributo ancora oggi molto/troppo limitato". Soprattutto in questa lunga e dura fase di crisi e di avvio "degli affari legati al Pnrr", si rende ancor più necessario che si attivino le strutture pubbliche territoriali su questa prevenzione, considerando la loro centralità nel controllo del territorio e soprattutto delle procedure per appalti, concessioni e permessi per i lavori privati. L'ultimo dato UIF certifica, purtroppo, che in Italia nel semestre in oggetto solamente 69 segnalazioni sono pervenute da Enti Pubblici.

Il commento

Franco Zavatti della Cgil di Modena osserva: "Un quadro riassunto dal Report pertanto molto preoccupante e che vede le nostra economia ed imprenditoria nazionale, così come la nostra territoriale, troppo esposta agli affari malavitosi e fuori da regole e leggi. Irregolarità troppo diffuse e controlli non adeguati ed efficaci per rispondere ad una prevenzione più forte. Ma nella nostra realtà quotidiana, compresa la campagna elettorale in corso, di questa nostra fetta di economia corrotta, chi ne parla? Chi si arrabbia, chi propone ed organizza migliori reazioni ingranando una marcia in più? Il sindacato Cgil richiama con forza e da lungo tempo, la pressante necessità di rinforzare le prevenzioni legali ed accendere fari sociali contro gli scambi economici illegali ed il lavoro nero in ogni territorio, col coinvolgimento attivo di Enti Locali, Prefetture, imprenditoria, professionisti e rete sociale. A partire dalle nostre province e Modena in primis".

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