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Sei morti e 305 i feriti in 16 anni. Quali le misure per Viale Italia?

Troppi decessi e troppi feriti su Viale Italia. Franco Piacentini chiede all'amministrazione di fare qualcosa e trovare soluzioni per azzerare le vittime. Nei prossimi mesi il comune potrebbe installare un autovelox fisso

Stavo riguardando  le mie statistiche sull'incidentalità della nostra provincia integrate da alcuni dati fornitimi dall'ufficio statistica  sui feriti e mi sono soffermato su Viale Italia”. Inizia così la lettera inviata al Sindaco di Modena  da parte di Franco Piacentini dell’Associazione vittime della strada in merito agli incidenti della nostra provincia.

Il tratto stradale su cui Piacentini vuole porre particolare attenzione è Viale Italia sul quale negli ultimi anni hanno perso la vita troppe persone. 

“Stefania Fruni (2003), Elena G. (2007),   Simone Venturelli (2010), Okono Ekomabasi Effiong (2013),  Maria De Gobbi (2014), Matteo Testoni  (2015). Cosa hanno in comune  questi  nomi?- riprende Piacentini-  Tutti morti,  tutti in  Corso Italia. Poi  vi sono i  feriti sopravvissuti: 311 persone il tutto in 16  anni, tra 1/1/2003  e  31/12/2019.”

Secondo le fonti MIT, spiega Piacentini nella lettera,  le  ultime  stime sul costo di tali incidenti si fermano al 2010 e stimavano i costi sociali per  singolo decesso in 1.500.000 euro mentre per ogni ferito mediamente 42.000 euro di spesa sociale.

“Viale Italia in questi sedici anni ci è quindi costato qualcosa come 22.230.000 euro, una media di 10 milioni  a chilometro. Quali  miglioramenti strutturali sono stati fatti in questi anni? Forse un attraversamento pedonale con semaforo a chiamata dopo l'investimento del 2007. Cosa si potrebbe fare con 22 milioni di euro?- chiede Piacentini- Una rotatoria  in corrispondenza di via San Faustino? Una cura dimagrante restringendo le corsie e realizzando una banchina? eliminando una  delle due corsie e ricavando una corsia ciclabile? Diradare ulteriormente la vegetazione in corrispondenza del passaggio pedonale a chiamata dove perse la vita Matteo?

Poi resta punto fisso nella lettera di Piacentini il tema della velocità di percorrenza di quel tratto di strada.

“Già nel lontano 2003 l'allora prefetto Fortunati,  valutata la richiesta inoltrata  dal Comune di Modena e valutata la documentazione relativa alla già alta incidentalità della strada,  inseriva,  con decreto prefettizio,  Viale Italia nell'elenco delle strade nelle quali non fosse possibile applicare gli ordinari moduli operativi che prevedono il fermo del veicolo del trasgressore e l’immediata contestazione della violazione commessa, senza compromettere la sicurezza della circolazione, la fluidità del traffico nonchè l’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati.”

“Si concedeva – prosegue- quindi la possibilità di installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento disciplinate dagli artt. 142 e 148 dello stesso decreto, senza  obbligo, per gli organi di polizia stradale , di  fermare i veicoli accertati. Decreto mai applicato su quella strada in quanto  non "strada  urbana di scorrimento", come invece la norma prevedeva.”

“Oggi, con la legge 11 settembre 2020, n. 120  le postazioni fisse possono essere impiegate finanche sulle strade urbane (di quartiere e locali) e su tratti di esse, che saranno individuate sempre con apposito decreto del Prefetto. Che installare qualche  postazione fissa sia la soluzione per provare ad azzerare tutti quei sinistri.” Afferma Piacentini.

Nei giorni scorsi poi qualcuno ha portato via la sagoma che era stata posizionata qualche anno fa  sulla via Giardini appena prima di Baggiovara nel punto in cui morì Francesco Paolillo investito mentre portava la spazzatura. 

"Se si potesse trovare il sistema di riposizionarne una sicuramente ai familiari sarebbe cosa gradita" Conclude Franco Piacentini nella sua lettera.

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