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Non solo trasporto, per i sindacati della scuola necessario intervenire su tracciamento e sicurezza

Cgil, Cisl e Uil puntano i riflettori su altri aspetti del mondo scolastico sui quali finora si è investito meno in risorse e progettazione

"Accanto al sistema dei trasporti, la criticità più pesante ha riguardato e riguarda ancora la tenuta del sistema sanitario, in particolare sui meccanismi di tracciamento e di testing: ancora in questi giorni riceviamo segnalazioni di docenti esclusi dal sistema di tracciamento e ai quali non viene consentito di effettuare il tampone per verificare le proprie condizioni dopo aver avuto contatti potenzialmente rischiosi con persone risultate poi positive al Covid".

Lo evidenziano i tre responsabili modenesi dei sindacati scolastici - Claudio Riso (Flc Cgil), Antonietta Cozzo (Cisl Scuola), Liviana Cassanelli (Uil Scuola) - sottolineando come l'attuale lavoro svolto a livello istituzionale per trovare una quadra al problema del trasporto non esaurisca il problema del contagio e delal sicurezza per la ripresa dell'attività didattica in presenza prevista per il 7 gennaio.

"A ciò si aggiunge - proseguono i sindacalisti - il fatto che oggi il personale della scuola che necessita di tamponi ed accertamenti non ha una corsia riservata di verifica. Vista la forte situazione di pressione sulle strutture sanitarie le risposte ai tamponi arrivano oltre le ordinarie 48h. Ciò comporta che il personale scolastico in isolamento fiduciario può lavorare a distanza, ma a scuola, occorrono supplenti o personale in presenza. Più lungo è l’accertamento più complessa è la risposta organizzativa della scuola, che in questa fase fatica a trovare i supplenti.  In questo contesto la qualità e la celerità del “tracciamento” sono fondamentali".

Nuovo piano per il trasporto scolastico, da gennaio ingressi scaglionati alle 8 e alle 10

"Per non parlare poi dell’importanza della prevenzione e sicurezza per la fascia d’età 0/6 anni dove il distanziamento è impossibile e i contatti con gli alunni frequentissimi: i DPI utilizzati oggi nelle scuole dell’infanzia sono le mascherine chirurgiche, mentre gli operatori scolastici chiedono di potere avere le mascherine FFP2 che assicurano una maggiore protezione. Inoltre l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuali deve essere continuo e coprire tutte le necessità e non vanno lesinati per una improbabile economia di spesa". 

"Tra le criticità che permarranno alla ripresa non possiamo non sottolineare quella, annosa ma in questa fase ancora più insidiosa, del sovraffollamento delle classi: le scuole della nostra provincia, e in particolare gli istituti superiori, non ne sono immuni, con classi che arrivano ad avere 27, 28 o anche 29 alunni".

"Ribadiamo, infine, con chiarezza che le nostre Organizzazioni Sindacali, nel proprio ruolo di garanti delle migliori condizioni di esercizio del diritto al lavoro, allo studio e alla salute, continueranno a collaborare per la riapertura delle scuole e per il ritorno alla didattica in presenza, ma con la richiesta forte e imprescindibile che vengano assicurate adeguate garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori".

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