Venerdì, 24 Settembre 2021
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Poliziotti modenesi distaccati in Sicilia per gli sbarchi, le critiche del Siulp

Il sindacato rimarca le difficoltà legate alla carenza di organico della Questura di Modena, che continua a inviare personale a supporto di atre realtà e che ora dovrà gestire anche i richiedenti asilo in fuga dall'Afghanistan

"Il Ministero dell’Interno ha deciso di inviare d’imperio dei nostri colleghi in Sicilia per l’emergenza sbarchi, ci sembra paradossale". A dichiararlo è il Siulp di Modena, Sindacato italiano unitario lavoratori polizia. "Non bastasse la cronica carenza d’organico, che da tempo non ci consente di dare ai cittadini le risposte operative che il territorio merita, non bastassero i numerosi servizi di ordine pubblico che dobbiamo continuamente garantire, dobbiamo anche sopperire alle carenze di altre province, nonostante Modena abbia questo nuovo aggravio di lavoro".

"Ricordiamo innanzitutto a noi stessi che la provincia di Modena è la seconda in regione per presenza di cittadini stranieri ma – fatte le dovute proporzioni – il numero degli addetti all’Ufficio Immigrazione è sostanzialmente carente rispetto a tutte le altre province: sottrarre operatori di quell’ufficio per emergenze in altre località italiane, vuol dire non solo aumentare il carico di lavoro di chi dovrà sopperire a queste assenze forzate, ma anche dilatare i tempi per i rilasci e i rinnovi dei titoli di soggiorno - commenta il sindacato - Oltre ad essere fermamente convinti che Modena non pare essere certo in testa alla lista delle priorità del Ministero dell’Interno, pensiamo che a volte le scelte politico-gestionali che piovono dall’alto, siano prive di logica e di buona gestione delle poche risorse umane disponibili".

Sul piatto c'è anche il tema del recente arrivo dei rifugiati afghani, che formalmente risultano come richiedenti asilo e le cui pratiche transiteranno dall'Ufficio Immigrazione di via Palatucci. "Come Siulp riteniamo che il personale per gestire l’emergenza sbarchi in Sicilia, vada preso da quelle province ove non saranno ospitati, adesso e in futuro, i profughi afghani: oltre alle pratiche burocratiche relative all’immigrazione, ricordiamo che verosimilmente saranno necessari servizi di osservazione e controllo, come spesso fatto in occasioni analoghe chiosa il Siulp - Nei prossimi giorni, ci faremo carico di segnalare a Roma che è impensabile per una Questura come la nostra, gestire ulteriori presenze in questo territorio e, nel contempo, contribuire alle esigenze di altre province, poiché ne va della sicurezza dei cittadini, dello stress psicofisico di molti nostri colleghi e delle legittime aspettative dei tanti immigrati di questa provincia".

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