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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Arrivo costante di profughi, in Questura preoccupazione per la gestione burocratica

Il sindacato Siulp teme per l'ulteriore aggravio sull'Ufficio immigrazione, dove per altro non è ancora stato rinnovato il contratto di alcuni impiegati civili. Appello del M5S a Lamorgese

In Questura a Modena c'è una comprensibile preoccupazione per l'ondata migratoria che sta investendo il nostro paese e il nostro territorio in particolare. A farsene interprete è il sindacato di polizia Siulp, che mette in evidenza il sovraccarico di lavoro che attende l'Ufficio immigrazione e che va a sommarsi ad una situazione di per sè non facilmente sostenibile a causa della situazioen del personale. 

"Modena è una delle province italiane con più cittadini ucraini residenti nel proprio territorio, per cui è semplice immaginare che il semplice richiamo di parenti e amici attirerà in questa provincia un alto numero di profughi: già oggi, con circa 1400 rifugiati, siamo la terza provincia in regione per numero assoluto, dopo Bologna e Rimini. Rispetto ad alcune province emiliano-romagnole, Modena sta registrando arrivi superiori anche di dieci – dodici volte - rilfette il segretario del Siulp Roberto Butelli, che aggiunge - Ben vengano la solidarietà e l’accoglienza per chi scappa dalla guerra, ma è necessario fare i conti con l’impietosa realtà dei numeri: se già con la già sanatoria 2020 siamo andati in affanno, è fin troppo facile prevedere che in questo caso sarà molto più difficile gestire l’enorme numero di rifugiati che si presenteranno agli sportelli degli Uffici Immigrazione della provincia modenese".

Tutto questo mentre il contratto di ben sei impiegati civili interinali della Questura è in scadenza e la politica stenta a trovare una soluzione che proroghi ulteriormente il loro contratto o, meglio ancora, lo trasformi in un tempo indeterminato.

"Oltre a questo problema tutt’altro che secondario, che riteniamo si possa agevolmente superare in uno stato d’emergenza come quello appena proclamato - spiega Butelli - riteniamo che anche il Comune di Modena, cosi come quelli dove insistono i tre Commissariati distaccati di Carpi, Sassuolo e Mirandola possano fare la loro parte nel supportare la Polizia di Stato nel difficile compito che va ad assolvere. Non basta infatti proclamare di avere posti letto, viveri e generi di prima necessità per ospitare i profughi, ma è fondamentale pensare che tutti loro, prima o dopo, dovranno passare da un ufficio di Polizia per ottenere il loro permesso temporaneo: ecco che la vera solidarietà e la vera collaborazione si può manifestare offrendo la collaborazione di mediatori culturali e impiegati in grado di assolvere compiti burocratici di vario tipo.

Questa è una delle richieste che, oltre che ai sindaci interessati, il sindacato ha pensato di proporre anche al Questore di Modena insieme ad altre richieste /proposte tecniche ed operative, per cercare di arginare al meglio l’ondata di arrivi che si sta già verificando. "La solidarietà non può essere fatta principalmente di slogan contro la guerra, ma deve essere sinergia di intenti e di fattuale collaborazione", chiosa il Siulp.

Anchhe il Movimento 5 Stelle è intervenuto sull'argomento con la deputata modenese Stefana Ascari con un’interrogazione parlamentare al Ministro Lamorgese: “Le risorse per regolarizzare gli stranieri in Italia sono assolutamente insufficienti. L'aspetto amministrativo della procedura d’accoglienza dovrà essere evasa dalle Questure e dalle Prefetture - ricorda Ascari - sotto organico e già oberate dall’esame delle 207.870 pratiche di Emersione 2020 e dai 69.700 ingressi stimati dal decreto flussi 2022. Le ottocento unità aggiuntive a tempo determinato non bastano. Vanno rinnovati i contratti dei lavoratori già impiegati presso gli uffici d’Immigrazione, incrementando le unità in modo significativo per fronteggiare le numerose nuove richieste di protezione. Il Siulp attesta la presenza di circa 1.400 profughi ucraini in Provincia. Condivido il loro appello e lo rilancio con l’interrogazione perché si possa trovare presto una soluzione concreta, garantendo il corretto funzionamento degli uffici territoriali e dando risposte rapide a chi domanda protezione in Italia”.

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