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La pasta della solidarietà, Campagna Amica per combattere le nuove povertà

Anche a Modena l’iniziativa di solidarietà con la consegna di generi alimentari a chi ne ha più necessità

Con la consegna a Portobello, l’emporio solidale di Modena, di 18 quintali di pasta Senatore Cappelli a marchio Stagioni d'Italia, ha preso il via anche a Modena l'iniziativa di solidarietà promossa da Fondazione Campagna Amica per aiutare a combattere le nuove povertà e offrire ai più bisognosi delle festività più serene.

“Con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segno tangibile della solidarietà degli agricoltori verso le fasce più deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche soprattutto in questo Natale così particolare”, ha spiegato il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, nel sottolineare che “il nostro obiettivo è far sì che queste esperienza non resti limitata a questa occasione ma diventi un fenomeno strutturale”.

La stessa pasta Senatore Cappelli sarà distribuita capillarmente su tutto il territorio provinciale tramite altre sette strutture che si occupano di persone in stato di bisogno.

Secondo un’analisi di Coldiretti su dati della Fondazione Divulga, sono oltre 4 milioni i poveri in Italia che nelle feste di Natale sono costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o con la distribuzione di pacchi alimentari a causa della crisi economica legata al Covid.

A preoccupare è soprattutto la fascia di anziani over 65 soli in condizioni di povertà assoluta, ben 230mila secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, che vedono aggravarsi la propria condizione di isolamento anche a causa delle misure contenute nell’ultimo Dpcm che  limitano gli spostamenti per Natale e Capodanno e alla possibilità di passare le feste in compagnia.

Fra i nuovi poveri nel Natale al tempo del Covid – sottolinea Coldiretti – ci sono anche coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid. Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.”

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