Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Staffetta della stella. Oltre 3mila chilometri per beneficenza

Dal 2 al 29 ottobre ciascuno percorrerà un tratto dove vorrà per coprire insieme i 3.720 chilometri tra Modena e la città della Natività. Finale il 30 ottobre alla Fratellanza

Con più di duecento persone già pronte a partire, torna la Staffetta della Stella, che unendo i tratti percorsi da ogni podista coprirà una distanza pari ai 3.720 chilometri che separano Modena e Betlemme. Una staffetta simbolica, e “benefica” a favore del Caritas Baby Hospital e l'Hogar Nino Dios di Betlemme, che verrà percorsa da tante persone che in questo modo parteciperanno al progetto che da anni lega Modena alla città della Natività.

È tutto pronto, infatti, per la seconda edizione della Staffetta della Stella, che sostituisce nel secondo anno di emergenza legata alla pandemia quella che avrebbe dovuto essere la nona edizione della Partita della Stella.

Nella Staffetta della Stella, sportivi e non, indossata la maglietta dedicata all'evento, percorreranno 10 o 50 chilometri e testimonieranno la loro partecipazione con una fotografia. Infine, il 30 ottobre, al campo de "La Fratellanza" si svolgerà l'evento conclusivo. Sulla pista di via Piazza si percorreranno gli ultimi 42,195 chilometri, come una maratona, e ci sarà l'arrivo simbolico a Betlemme, in compagnia di 53 personalità del mondo dello sport, dello spettacolo, della società civile, religiosa e militare che insieme, percorrendo 800 metri a testa, completeranno la staffetta. Sarà per tutti un arrivo ideale a Betlemme, anche per rafforzare, spiegano gli organizzatori, il messaggio che è necessario costruire ponti e non muri, per ricercare la pace e la fratellanza tra le popolazioni di Terra Santa. Ha confermato la sua partecipazione anche il vescovo di Modena, Nonantola e Carpi Erio Castellucci.

Le madrine di questa edizione saranno invece l’atleta paralimpica Rita Cuccuru, olimpionica di paratriathlon che vive a Maranello, e la ciclista Rachele Barbieri, di Serramazzoni, specialista su strada e su pista, anche lei alle olimpiadi di Tokio quest’anno.

Oltre alle madrine ci saranno gli atleti chiamati a percorrere 50 chilometri, tra i quali Maria Chiara Cascavilla, 25 anni, del gruppo sportivo dell’Aeronautica militare e Alessandro Giacobazzi, 24 anni, nove titoli italiani nelle varie categorie. Gareggeranno anche Ilaria Fantinel, Chiara Tognin, Giulia Cordazzo, Francesca Badiali, Nekagemet Crippa, Ahmed Ouhda e Jacopo de Marchi.

Il testimone della seconda edizione della Staffetta è stato realizzato e donato all’associazione dall’orafo Luca Errico. L’artigiano presepista Mario Accurso donerà ad “Un Ponte verso Betlemme” un presepe artistico napoletano realizzato all’interno di un guscio di un ostrica per partecipare alla raccolta fondi.

La Staffetta della Stella, come già la Partita della Stella, è promossa e patrocinata da Comune di Modena, Radio Bruno, “Un ponte verso Betlemme” e Rock No War.

Fondamentale in questi anni il sostegno degli sponsor che continuano a credere nel progetto: Bper Banca, Aceto Balsamico del Duca, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Gep Informatica, Euronastri, Vaf Impianti, Domus Assistenza, Caseificio 4 Madonne, Gruppo Assimoco, Nessun1escluso, Confcooperative Modena, Tironi, Just Work, Bulloneria Emiliana, Kappa, Safim Architettura, Modena F.C., Mollificio Modenese, Cantina di Carpi e Sorbara, Confcommercio Modena e Modena Volley.

È possibile fare donazioni per il Caritas Baby Hospital di Betlemme e l'Hogar Nino Dios sul conto corrente aperto presso BPER filiale di Formigine intestato a Rock No War – Un ponte verso Betlemme IBAN IT18T0538766781000003081554.

L’obiettivo è raccogliere fondi 

È un legame forte quello tra Modena e Betlemme, che non si è mai fermato neanche nell'anno della pandemia, ma ha proseguito cambiando la modalità del progetto. L'obiettivo è sempre lo stesso: raccogliere fondi a favore del Caritas Baby Hospital e dell’Hogar Ninos Dios di Betlemme, ospedale pediatrico e orfanotrofio che da anni offrono assistenza ai bambini palestinesi.

ll Caritas Baby Hospital di Betlemme è l’unica struttura ospedaliera pediatrica presente in territorio palestinese, situata accanto al muro di divisione fra la città della Natività e Gerusalemme, e accoglie bambini bisognosi di cure senza distinzione di religione o nazionalità. Privo di sovvenzioni governative, vive unicamente grazie a donazioni private. L’ospedale, che conta 40mila visite ogni anno e 82 posti letto, ospita e cura bambini per lo più colpiti da malattie gastrointestinali, dovute all’acqua non potabile nei campi profughi, cardio-respiratorie, conseguenza della mancanza di riscaldamento nei mesi invernali e malformazioni, frequenti a causa dell’unione in matrimonio di primi cugini. Dal 1952 questo luogo, situato a pochi passi dal muro che Israele ha costruito per dividersi dai territori palestinesi, ha salvato la vita di migliaia di bambini, che non avrebbero altro posto in cui essere curati in una situazione di continua difficoltà a causa del muro di cemento alto 9 metri e lungo più di 900 chilometri, dove al check point devono fermarsi anche le ambulanze.

Dal 2017 l'associazione “Un ponte verso Betlemme” ha deciso di donare parte dei fondi raccolti, oltre che all’ospedale pediatrico, anche all'orfanotrofio Hogar Nino Dios a pochi chilometri di distanza dal Baby Hospital. Anche questa struttura, gestita con amore dalle suore del Verbo Incarnato, vive di Provvidenza e senza alcun sostentamento pubblico. Nella Casa sono accolti in via permanente bambini e ragazzi che intraprendono anche un percorso assistenziale e riabilitativo. In un contesto già povero e caratterizzato da una situazione endemica di violenza e tensione come quello palestinese, i bambini disabili e affetti da malformazioni spesso vengono abbandonati dalle famiglie che vedono nell’handicap un disonore. Le madri non sanno come far fronte alle disabilità dei figli a causa della mancanza di una cultura dell’assistenza verso i più deboli e sfavoriti.

In questi due luoghi sono arrivati complessivamente i 26 mila euro raccolti a ottobre 2020 con la Staffetta della Stella, così come quelli raccolti nelle otto edizioni precedenti della Partita della Stella.

Un legame che dura negli anni

Modena è stata molto attiva per Betlemme in questi anni, con tante iniziative di “Un ponte verso Betlemme” e “Rock No War” che hanno permesso di raccogliere complessivamente più di 240 mila euro. Alcuni modenesi hanno conosciuto le realtà ospedaliere in occasione della prima Maratona della Pace Betlemme – Gerusalemme: una gara non competitiva altamente simbolica, nata per unire, attraverso lo sport, due città simbolo, oggi divise da un muro che continua ad essere costruito. Un incontro durante il quale hanno potuto toccare con mano l’importanza del lavoro portato avanti per anni dalle suore benedettine di Padova all’ospedale, e ora dalle Suore della Carità, dette di Maria Bambina e il loro impegno per i bambini. Da quell’incontro, ogni anno la delegazione modenese, con il progetto “Un Ponte verso Betlemme”, porta all’ospedale i fondi ricavati da varie iniziative organizzate.

Nel 2008 e 2009 grazie al progetto “Seguendo la Stella”, asta di presepi artigianali, sono stati donati all’ospedale rispettivamente 4.000 e 7.200 euro. Nel 2010, poi, con una sottoscrizione interna a premi organizzata dalla società Maritain di Modena sono stati raccolti altri 2.500 euro. A queste iniziative sono seguite due aste di beneficenza. La prima, che si è svolta il 19 dicembre 2010 all’ex cinema Principe, ha potuto contare su 30 artisti modenesi che, donando le loro opere, hanno permesso di raccogliere 10.400 euro. L’evento è stato replicato il 27 novembre 2011 al Caffè Concerto, dove sono stati raccolti 17.500 euro, utilizzati per l’acquisto di un apparecchio radiologico portatile. Alla somma si aggiungono i proventi della vendita del libro "Nato a Betlemme" di Valentina Lanzilli e Luigi Ottani, che racconta le storie di chi ogni giorno vive sulla propria pelle le conseguenze del conflitto israeliano-palestinese. Nel 2013 un assegno da 19mila euro è stato consegnato a suor Donatella Lessio dall’arcivescovo Antonio Lanfranchi. Nello stesso anno si è pensato a un evento che unisse lo sport alla solidarietà e nacque la “Partita della Stella”: un quadrangolare di calcetto tra vecchie e nuove glorie dello sport. Nella prima edizione sono stati raccolti 17 mila euro, 19.500 nella seconda (2014). Nel 2015 (terza edizione) le donazioni hanno raggiunto i 24 mila euro, 20mila nel 2016, 22mila nel 2017, 27mila nel 2018, 24mila nel 2019, 26mila nel 2020.

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