Statistiche. Aumentano gli stranieri, Emilia-Romagna prima in Italia 

Il dossier di Idos analizza la presenza di immigrati in regione e mette in evidenza alcuni fattori importanti. Crescono le seconde e terze generazioni, al pari dell'occupazione (anche femminile)

L'Emilia-Romagna è ad oggi la regione in Italia con la maggiore incidenza di cittadini stranieri in rapporto alla popolazione. Lo conferma il Dossier statistico sull'immigrazione 2020 realizzato dal Centro studi e ricerce Idos insieme al Centro studi Confronti, presentato oggi. Al 31 dicembre 2019 le persone provenienti da altri Paesi e residenti in Emilia-Romagna erano in tutto 559.586 (di cui il 23,2% dalla Ue) e costituiscono il 12,5% della popolazione. 

Il dato è in leggero aumento rispetto all'anno precedente (12,3%) ed è nettamente sopra la media nazionale (8,8%), a sua volta in leggera crescita. Nel 2019 si contano circa 11.000 cittadini stranieri in più in Emilia-Romagna (+2%), un aumento determinato sia dal saldo naturale positivo, ossia la differenza tra nascite e decessi (+6.913), sia dal saldo migratorio (+23.220), che registra "consistenti flussi in entrata" dall'estero e dalle altre regioni italiane. 

Dove e da dove

A livello provinciale, il territorio con una maggiore incidenza di cittadini stranieri è Piacenza (15%). Seguono Parma (14,7%), Modena (13,6%), Reggio Emilia (12,5%), Ravenna (12,3%), Bologna (12,1%), Forlì-Cesena e Rimini (11,2%) e Ferrara (9,8%). 

Per quanto riguarda i Paesi di cittadinanza, la comunità romena si conferma quella più numerosa con 97.392 persone, pari al 17,4% del totale dei residenti stranieri in Emilia-Romagna (a livello nazionale sono il 22,8%) e al primo posto in sei province su nove (Piacenza, Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena). Seguono i cittadini provenienti da Marocco (11,2%, in leggero aumento, prima comunità a Modena e Reggio Emilia), Albania (10,6%, i più numerosi a Rimini), Ucraina (6%), Cina (5,4%), Moldavia (4,9%) e Pakistan (4,2%).

Al di là delle notevoli differenze tra le varie comunità, tra i residenti stranieri la presenza di donne è maggioritaria a livello regionale (52,9%) e in particolare a Rimini (56,3%), superando la media nazionale (51,8%), soprattutto grazie alle comunità provenienti dai Paesi dell'Est Europa. Oltre 120.000 inoltre sono minori, pari al 21,4% del totale: tra i cittadini stranieri l'età media è di 34,3 anni, contro i 47,5 anni degli italiani.

Un neonato su 4 da coppie straniere

Continuano a crescere le seconde e terze generazioni. Nel 2019 i nuovi nati da coppie straniere sono stati 7.736, ossia un quarto (il 25%) di tutti i nuovi nati in regione nello stesso anno (a livello italiano è il 15%). Nel complesso sono oltre 120.000 i minori di origine straniera in Emilia-Romagna, pari al 21,4% del totale della popolazione proveniente da altri Paesi.

Questo dato si ripercuote naturalmente anche sulle scuole. Nell'anno scolastico 2018-2019, infatti, gli alunni stranieri iscritti nelle scuole dell'Emilia-Romagna sono stati 101.869, di cui oltre due terzi nati in Italia, e rappresentano il 16,4% del totale, in aumento rispetto all'anno prima (a livello nazionale l'incidenza è del 10%). La presenza di studenti con cittadinanza straniera è più elevata nella scuola dell'infanzia (19%) e nella scuola primaria (18,6%), per scendere al 16,6% alle medie e al 12,6% alle superiori. I più numerosi sono gli alunni di origine marocchina (16,3%), seguiti da albanesi (15%), romeni (12,1%) e cinesi (6,1%). Questo dato non coincide però con la graduatoria generale dei Paesi stranieri più rappresentati in Emilia-Romagna, a causa delle differenze fra le diverse comunità "in termini di struttura anagrafica, anzianità migratoria e composizione dei nuclei familiari", si spiega nel dossier. 

Da notare infine come i cittadini stranieri che nel 2019 hanno acquisito la cittadinanza italiana in Emilia-Romagna sono stati 12.014, cioè meno della metà rispetto a tre anni prima. Il trend è stato in crescita fino al 2016, quando furono 25.270 le persone che ottennero la cittadinanza italiana, poi si è registrata un'inversione di tendenza negli ultimi anni.

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