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Esternalizzazione dei nidi nei comuni della Bassa, aperto lo stato di agitazione

Le lavoratrici Ucman, Asp e Comune di Mirandola protesteranno anche con un presidio davanti al Municipio di Medolla martedì 30 maggio

Il sindacato FP/Cgil di Modena, unitamente alle Rsu e alle lavoratrici dei nidi d’infanzia gestiti da Asp dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (“Il paese dei Balocchi” di Mirandola, “Le Farfalle” di San Prospero, “Arcobaleno” di Concordia, “Hakuna Matata” di San Felice sul Panaro, “Panda” di Medolla) hanno preannunciato lo stato di agitazione a seguito della comunicazione da parte dell’Unione e del Comune di Mirandola di esternalizzare alcuni nidi d’infanzia dall’anno scolastico 2023/2024.

Ad oggi sia il Comune di Mirandola che l’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord hanno affidato in gestione ad Asp i nidi d’infanzia attraverso una convenzione che terminerà il 30 giugno 2023, e nelle settimane scorse si sono svolti gli incontri sul futuro di tali servizi e del personale coinvolto con entrambe le due Amministrazioni pubbliche che, a seguito del recesso del Comune di Mirandola dalla stessa Unione, hanno convocato Rsu e Organizzazioni Sindacali su due tavoli separati.

"Nonostante le richieste di parte sindacale di mantenere la gestione pubblica del servizio attraverso l’assunzione diretta del personale, il Comune di Mirandola pur avendo capacità di assunzione, o pur potendo conferire l’attività in Asp per le possibilità di assunzioni in capo a tale Ente (molto più espansive) ha comunicato l’intenzione di esternalizzare il nido “Il Paese dei balocchi” già ad aprile, assumendosi la decisione politica di terminare la gestione pubblica dei nidi d’infanzia nel territorio comunale", spiega la Cgil.

Nel confronto terminato lunedì 22 maggio, l’Unione Comuni Modenesi Area Nord ha comunicato la decisione di conferire la gestione dei nidi d’infanzia e del personale a tempo indeterminato in Asp, ad eccezione del nido di San Prospero e dell’Hakuna Matata (servizio integrativo al nido) che, dopo il  passaggio in Asp, saranno immediatamente esternalizzati attraverso una procedura di appalto, ancora non avviata, anziché conferire tutti i servizi in Asp che detiene le capacità di assunzione per sostenere il passaggio delle educatrici, mantenendo così l’intera gestione pubblica.

In entrambi i tavoli insieme al mantenimento della gestione pubblica dei nidi d’infanzia, la parte sindacale ha chiesto di consolidare la gestione pubblica attraverso la stabilizzazione del personale precario che da tempo, in alcuni casi anche oltre dieci anni, lavora nei nidi d’infanzia dell’Area Nord. La Fp Cgil ritiene inaccettabile il percorso intrapreso dai Sindaci dei Comuni dell’Area Nord, che disperde la professionalità di anni di lavoro e di servizio per le famiglie del distretto e prefigura un peggioramento delle condizioni di lavoro.

Per questi motivi le oltre 60 lavoratrici dei servizi 0-3 di Ucman, del Comune di Mirandola ed di Asp, unitamente alle Rsu della Cgil e alla FP Cgil, riuniti ieri in assemblea hanno dato pieno mandato all’Organizzazione Sindacale di aprire lo stato di agitazione, con richiesta di convocazione da parte della Prefettura di Modena per l’espletamento della procedura conciliativa. Inoltre è indetto un presidio delle lavoratrici insieme alla FP Cgil martedì 30 maggio a partire dalle ore 20 davanti alla sede del Comune di Medolla (piazza della Repubblica,1) in concomitanza del Consiglio dell’Unione che discuterà del passaggio dei nidi d’infanzia in Asp.

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