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Cittadini di fatto, ma non di diritto: la storia di Wilfred Gallardo

Wilfred Gallardo, 32enne residente a Modena dalla nascita, racconta la sua odissea per ottenere (senza successo) la cittadinanza a Striscia la Notizia

La storia di Wilfred Gallardo inizia trentadue anni fa. Nato a Modena da mamma honduregna e papà statunitense, ha vissuto qui tutta la sua vita; e il suo accento, marcatamente nostrano, lo conferma. Nella città emiliana è stato vaccinato, ha studiato, ha fatto sport e soprattutto, ha atteso la maggiore età per chiedere la cittadinanza italiana.

Nel nostro ordinamento infatti - nonostante sia stato dibattuto per parecchio tempo - non vige lo ius soli, neppure nella sua forma temperata. Ciò significa che un bambino nato da genitori stranieri sul suolo italiano, non acquisisce automaticamente la cittadinanza: questa deve essere concessa, a seguito di un'esplicita richiesta agli organi competenti, dopo il compimento dei diciotto anni.

E non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che la richiesta di Wilfred non è mai andata a buon fine. Alle telecamere di Striscia la Notizia, il giovane ha dichiarato che la sua domanda sia stata considerata inidonea per una falla presente nel requisito della residenza dagli 0 ai 18 anni e un giorno: la madre infatti, arrivata in Italia solo da pochi mesi, verosimilmente inconsapevole di quanto la legge prevedesse, ha omesso di registrarlo all'anagrafe durante il suo primo anno di vita.

Quattordici anni fa è iniziata quindi la sua odissea che, secondo quanto riportato dal programma televisivo, conta centinaia di porte chiuse: da quelle dell'ambasciata honduregna a quelle di servizi sociali, da quelle del comune a quelle degli ospedali. "E' da quando ho compiuto diciotto anni che non ho più un tesserino sanitario, una carta di identità, un permesso di soggiorno, un passaporto: non ho nessun tipo di documento che attesti chi sono, perchè ci sono, dove sono" afferma Wilfred.

"Non posso fare nulla: non posso lavorare, non posso viaggiare, niente di niente" continua. Wilfred durante tutti questi anni per mantenersi ha lavorato in nero come ballerino, ma ora anche questa possibilità gli è stata tolta da un'insidiosa malattia, la sclerosi multipla. Diagnosticatagli dopo un ricovero in ospedale, dichiara all'inviata Rajae di Striscia la Notizia di non sapere in che stadio di avanzamento sia: solo le cure urgenti ed essenziali infatti, sono garantite dal Servizio Sanitario alle persone sprovviste del permesso di soggiorno.

L'Avvocato Giulia Perin dell'Associazione Studi Giuridici Immigrazione, intervistata da Rajae a riguardo, sostiene che l'unica via di uscita per Wilfred potrebbe essere il riconoscimento dello status di apolide. UNHCR stima che nel mondo gli apolidi di fatto, ossia le persone che non sono riconosciute da nessuno stato come propri cittadini, siano circa dieci milioni. Quelli legalmente riconosciuti come tali invece sono molti meno: la burocrazia attorno cui gira il riconoscimento ufficiale dello status di apolide è infatti molto intricata. "Wilfred dovrebbe rivolgersi nuovamente al consolato chiedendo, se non può avere un passaporto, almeno un documento che attesti l'assenza della cittadinanza dell'Honduras. A questo punto potrà iniziare il procedimento, e come apolide avrà diritto ad un permesso di soggiorno e ad un titolo di viaggio" precisa l'avvocato.

L'augurio per l'anno che verrà è che Wilfred possa trovare la stabilità di cui ognuno di noi ha bisogno, e che la sua storia continui ad avere l'attenzione che merita: perchè nessuno dimentichi l'importanza del diritto ad un'identità. 

A questo link è possibile vedere il servizio integrale di Striscia la Notizia. 

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