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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Un biomarcatore per prevedere la mortalità da covid, lo studio dell’AOU di Modena

Uno studio sostenuto dalla Banca d’Italia e dalla Regione Emilia – Romagna pubblicato su Blood Advances. Ha coinvolto 249 pazienti modenesi

Quando l’emergenza è esplosa, quasi un anno fa, per prima cosa abbiamo pensato a curare i pazienti negli ospedali, a salvar loro la vita – si è congratulato l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia – Romagna Raffaele Donini - Poi a cercare di limitare i contagi attraverso il tracciamento dei casi e la presa in carico tempestiva, anche a domicilio, dei pazienti. Ma non appena sono stati nelle condizioni di farlo, i nostri professionisti e clinici hanno iniziato a lavorare sulla ricerca, per affrontare il Covid con armi più efficaci. Lo studio di oggi, che la Regione ha finanziato con due milioni di euro, ne è un esempio. Si tratta di uno dei 290 studi avviati sul tema Covid, che hanno coinvolto 542 centri clinici emiliano romagnoli. Sono 17 i trial clinici grazie ai quali si sono utilizzati farmaci che hanno contribuito a limitare gli effetti del Covid. Insomma, anche su questa partita la Regione c’è. Perché risultati come la pubblicazione dello studio di cui parliamo oggi, oltre a darci grande soddisfazione, aiutano a salvare vite

Noi siamo un’Azienda Ospedaliero – Universitaria – si è complimentato il Direttore Generale, dottor Claudio Vagnini – è quindi, grazie alla collaborazione con l’Ateneo i nostri ospedali sono il luogo privilegiato dove si incontrano ricerca e assistenza. Questo studio, che ha visto impegnati reparti del Policlinico e dell’Ospedale Civile, ci consente di fare un altro passo, piccolo ma significativo, nella comprensione e quindi nella cura di questo virus. Poche settimane fa abbiamo presentato lo studio sull’uso delle cellule staminali nella lotta al COVID, i nostri ospedali sono stati in prima linea nella ricerca sul tocilizumab a dimostrazione che Modena ha partecipato con un ruolo di primordine nella lotta contro il COVID19. Per questo motivo, desidero ringraziare tutti i professionisti che, ormai da un anno, sono impegnati a offrire la miglior assistenza possibile ai nostri pazienti.”

Il patrimonio di competenza clinica e di ricerca dei colleghi della Facoltà di Medicina, unitamente a quello dei clinici e dei laboratoristi dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria e dell’ASL Modena - commenta il Magnifico Rettore di UNIMORE Carlo Adolfo Porro – ci consente di essere in prima linea nella lotta al Covid-19. Mi congratulo per i risultati degli studi coordinati dalla prof.ssa Erica Villa, che contribuiscono a migliorare le conoscenze sui meccanismi del danno vascolare e polmonare indotto dal virus SARS-Cov-2. L’eccellenza nella ricerca, unitamente all’alto livello professionale delle strutture sanitarie e alla generosità di tanti volontari, rappresentano la risposta di cui siamo orgogliosi della nostra comunità alla pandemia”.

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