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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Il Tar "salva" la sala giochi: il calcolo del distanziometro del Comune viola il codice della Strada

Il calcolo del "distanziometro" previsto per le sale giochi in Emilia Romagna non può prescindere dal rispetto del codice stradale che tutela i pedoni. A scriverlo, riporta Agipronews, è il Tar nella sentenza che accoglie il ricorso presentato dal titolare della sala giochi in via Emilia est 50 a Castelfranco Emilia

Il calcolo del "distanziometro" previsto per le sale giochi in Emilia Romagna non può prescindere dal rispetto del codice stradale che tutela i pedoni.

A scriverlo, riporta Agipronews, è il Tar nella sentenza che accoglie il ricorso presentato dal titolare della sala giochi in via Emilia est 50 a Castelfranco Emilia (MO), incluso nella "blacklist" dell'Unione Comuni di Sorbara perché troppo vicino a una palestra.

In base alla legge regionale contro la ludopatia, le sale giochi devono osservare una distanza minima di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese e impianti sportivi, pena la chiusura o la delocalizzazione in una nuova sede. Tale distanza va misurata sul criterio del "percorso pedonale più breve", ed è su questo punto che il ricorrente ha sollevato la questione, trovando il favore del Tar.

Il calcolo del Comune, spiegano i giudici, è stato effettuato immaginando che dalla palestra alla sala il percorso pedonale più breve fosse quello che attraversa il parcheggio appena fuori il locale. Un fattore che però non tiene conto della violazione del Codice della Strada - che prevede l'uso di marciapiedi e altri spazi predisposti - e del rischio, seppur remoto, per i pedoni che attraversano il parcheggio.

La misurazione sul percorso pedonale, scrive il Tar, deve  «tener conto dei percorsi di regolare attraversamento delle sedi stradali, non potendosi effettuare detta misurazione basandosi sulla trasgressione, seppure non necessariamente pericolosa, da parte del pedone delle norme del codice della strada». Per il calcolo della distanza della sala giochi «occorre dunque tener conto delle norme di tutela della sicurezza dei pedoni»; con tale criterio, la sala in questione si trova a una distanza superiore ai 500 metri dalla palestra e quindi non può rientrare nell'elenco di attività da chiudere o delocalizzare.

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