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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Studi di fattibilità sul nuovo trasporto pubblico, pronti entro fine febbraio

L’assessora Filippi ha risposto alle interrogazioni di Stella (Sinistra per Modena) e Rossini (Fd’I) su riassetto Tpl, Hub intermodale e linea ferroviaria Modena-Sassuolo

“Sugli studi di fattibilità relativi al riassetto del Trasporto pubblico locale, integrato con l’asse ferroviario Modena-Sassuolo, e sull’Hub intermodale di piazza Dante sono tuttora in corso approfondimenti e confronti con l’Agenzia per la Mobilità, con gli altri Comuni dell’Area vasta e con la Regione, coinvolgendo anche Rfi, per arrivare a una sintesi definitiva e alla loro presentazione, in forma condivisa, entro fine febbraio”.

Lo ha affermato nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 12 gennaio l’assessora alla Mobilità sostenibile Alessandra Filippi rispondendo alle interrogazioni di Sinistra per Modena sugli studi di fattibilità e di Fratelli d’Italia sul sottopasso di via Panni e sulla rifunzionalizzazione della linea Modena-Sassuolo. Illustrando l’interrogazione, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha chiesto gli obiettivi degli studi di cui è stata incaricata Amo, le ragioni dello slittamento della consegna degli stessi, quando verranno resi pubblici e in che misura l’esito “potrà incidere sull’organizzazione e gli obiettivi del Pums correlato al Pug”. Con la propria interrogazione, Elisa Rossini (Fd’I) ha domandato se, oltre a quello di via Panni, esiste un progetto sui tratti stradali cittadini attraversati dalla linea ferroviaria Modena-Sassuolo quali sono gli esiti degli studi di fattibilità e se si ritiene che con l’intervento in via Panni ci possa essere un aumento del traffico.

“Nel Pums – ha proseguito l’assessora – è stata esplicitata la necessità di approfondimenti tecnici specifici e questi studi, finanziati insieme ad altri con risorse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, faranno parte dell’aggiornamento del Piano previsto. Si è ritenuto opportuno e strategico – ha proseguito – assegnare all’Agenzia il compito dell’affidamento di questi studi sia per le sue competenze scientifiche sia per il lavoro congiunto svolto su tali temi per la redazione del Pums. Gli obiettivi generali dello studio sul Tpl – ha poi precisato – sono il ridisegno e la gerarchizzazione del servizio urbano di Modena unitamente agli schemi di assetto della rete di trasporto pubblico di area vasta e all’integrazione con l’asse Modena-Sassuolo, mentre lo studio sull’Hub di Piazza Dante è volto al miglioramento dell’intermodalità tra il servizio ferroviario regionale, il Tpl e altre forme di mobilità, in un quadro di riqualificazione urbanistica dell’area”.

Filippi ha quindi ricordato che Comune di Modena e Fer Emilia-Romagna hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la realizzazione di interventi infrastrutturali volti alla razionalizzazione e al miglioramento delle condizioni di sicurezza per i punti di interferenza tra la viabilità stradale e la rete ferroviaria Modena-Sassuolo, soprattutto dopo l’intervento di installazione del Sistema di controllo marcia treno, che comporterà un allungamento dei tempi di chiusura dei passaggi a livello. “In tale accordo – ha aggiunto – è stata individuata una serie di interventi su sette degli otto passaggi a livello ricompresi tra la Stazione Piccola e via Panni, con l’esclusione di quello su via Fratelli Rosselli per il quale non è possibile trovare una soluzione se non l’interramento della linea. Sono state individuate anche priorità d’intervento, in particolare la realizzazione dei sottopassi di via Panni e strada Morane, per consentire una maggiore percorribilità del traffico su due arterie stradali importanti per l’accesso alla città”. L’assessora ha spiegato che, con il nuovo sistema, i passaggi a livello distanti meno di due chilometri l’uno dall’altro devono obbligatoriamente essere raggruppati in sistemi a funzionamento concatenato, con chiusura contemporanea dal primo all’ultimo: “Senza l’eliminazione dei passaggi a livello non saranno percorribili contemporaneamente le vie tra strada Morane e via Panni, mentre a seguito della realizzazione del sottopasso di via Panni il tratto non percorribile contemporaneamente sarà quello tra strada Morane e via Mantegna e si ridurrà ulteriormente con la realizzazione del sottopasso di strada Morane (da via Treviso a via Mantegna). Strada Contrada sarà meno impattata – ha aggiunto – in quanto con la realizzazione del sottopasso di via Panni si troverà a una distanza maggiore di due chilometri sia in direzione Baggiovara che in direzione Stazione Piccola e non sarà interessata dalla chiusura contemporanea dei passaggi a livello”.

L’assessora ha infine precisato che non c’è alcuna correlazione tra il sondaggio promosso per la soluzione al passaggio a livello in via Panni e lo studio su Gigetto e che “lungo via Panni sono stati progettati una serie di dispositivi di moderazione della velocità che renderanno poco appetibile la percorrenza della strada dal traffico di attraversamento, con beneficio dei residenti, dei pedoni e dei ciclisti in termini di sicurezza e vivibilità della zona”.

Il dibattito

Dopo la trasformazione in interpellanza, è intervenuto per Lega Modena il consigliere Giovanni Bertoldi segnalando “la pericolosità del passaggio a livello di via Cavazza: come mi hanno fatto presente alcuni cittadini, ci sarebbero problemi sul movimento delle sbarre e sull’attivazione della segnaletica luminosa”.

In replica, il consigliere Stella ha espresso “soddisfazione per l’imminente pubblicazione degli studi di fattibilità sul riassetto del trasporto pubblico locale”, domandando però di conoscere “quando le informazioni saranno rese pubbliche” e quali saranno l’iter e le tempistiche “seguite dal Comune per dare concreta attuazione ai progetti”.

In replica, la consigliera Rossini ha espresso preoccupazione “per le carenze del trasporto pubblico locale, così in difficoltà da dover tagliare le corse quando si verificano picchi influenzali del personale” e ha segnalato i mancanti investimenti sul fronte della mobilità sostenibile. “Il riassetto del Tpl, per come è stato immaginato, è utopistico viste le attuali criticità sul territorio” come, per esempio, quelle che riguardano “Gigetto: forse sarebbe stato meglio dismetterlo e indirizzare altrove le risorse”.

Nella sua replica, l’assessora Filippi ha sottolineato “la carenza di investimenti e risorse, soprattutto a livello nazionale, che servirebbero per migliorare il sistema del trasporto pubblico locale”. E ha aggiunto che mancano anche “politiche sullo sviluppo che tengano conto delle indicazioni che arrivano dai territori”.

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