Mercoledì, 22 Settembre 2021
Francesca Riggillo

Opinioni

Francesca Riggillo

Collaboratore ModenaToday

Incendi in Sardegna, la testimonianza di una modenese nell'Oristanese

Cenere, cappa di fumo e Canadair come presenza fissa nei cieli di Bosa, paese distante solamente 8 km dagli incendi che hanno devastato l'Oristanese. Ma la situazione a Bosa ora è tranquilla: la testimonianza di una modenese

Foto di repertorio

Nell’Oristanese, a poco più di 8 kilometri da Porto Alabe, paese colpito dalla forza distruttrice del fuoco doloso, a Bosa, Martina, modenese che da vent’anni si reca in estate nella sua casa in Sardegna, ci racconta della situazione attuale, degli incendi e della mobilitazione degli abitanti di Bosa in soccorso agli sfollati dei paesi limitrofi.

Martina, com’è la situazione a Bosa?

"Attualmente, la situazione a Bosa è tranquilla, ma nei giorni scorsi siamo stati sommersi in modo continuo dalla cenere e dalla cappa di fumo degli incendi, quest’ultima rendeva l’aria caldissima e del tutto irrespirabile. Da diversi giorni poi ci sono i Canadair, sono divenuti una costante ormai, una presenza ed un rumore fissi nel cielo di Bosa: sorvolano il paese sino alla spiaggia, dove scendono a prendere l’acqua del mare per poi ripartire verso le zone in cui divampa l’incendio".

Come reagiscono i cittadini di Bosa? E le autorità?

"Gli abitanti di Bosa sono spaventati e preoccupati perchè una situazione del genere, con un incendio così esteso, non capitava dagli anni ‘80 pare. Ovviamente stanno cercando di prestare soccorso, anche in modo semplice, ed aiutare gli sfollati (c’è chi lo sta facendo prestando alloggi, danno pasti gratis etc.).

Attualmente le istituzioni del posto e anche quelle dei paesi limitrofi si sono messe a disposizione per dare una mano, ma non ci hanno detto nulla per quanto riguarda Bosa perchè in teoria si può stare tranquilli, non c’è bisogno di evacuare".

Conoscevi le zone dell’Oristanese colpite (i paesi, gli abitanti etc.)?

"Conosco abbastanza bene la zona colpita dall’incendio, soprattutto Cuglieri, Porto Alabe e Tresnuraghes. Non conoscono persone direttamente colpite da questa catastrofe ma vedere come questa gente abbia perso tutto è terribile, così come è terribile sapere che una parte rigogliosa e importante della Sardegna sia andata in fiamme.

La cosa che mi ha colpito di più è che ci hanno rimesso persone che di recente si erano rimboccate le maniche per portare avanti i loro progetti, i campi, i terreni, così come il sapere che tantissimi animali innocenti siano morti asfissiati":

Bosa dista solamente 8 km da Porto Alabe e 10 km da Tresnuraghes, paesi martoriati dal fuoco: poteva l'incendio propagarsi sino a Bosa?

"Forse poteva capitare a Bosa nonostante le campagne siano distanti dal centro abitato, anzi, è già successo qualche anno fa: uno dei Monti che costeggia la strada principale che porta verso il mare, ha preso fuoco sempre per colpa, pare, di qualcuno. Poi le alte temperature fanno il resto":

Consapevole dei pericoli nei mesi più caldi e dei recenti ed ingenti danni al territorio tornerai in Sardegna i prossimi anni? Come si possono aiutare i cittadini delle zone colpite in questo momento?

“Sì, tornerò in Sardegna nei prossimi anni, assolutamente. Purtroppo, chi frequenta da tempo la regione è abituato a questo tipo di eventi: l’unica cosa che si può fare è prestare maggiore attenzione quando si passa tra le aree “secche” quando fa molto caldo.

Per cercare di risanare la situazione attuale sono attive e stanno circolando in Rete diverse raccolte fondi ufficiali, attualmente penso che questo sia il miglior modo per aiutare gli abitanti delle zone colpite”.

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