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Domenica, 27 Novembre 2022
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Lotta la virus West Nile, prosegue la “campionatura” delle zanzare in tutta la provincia

Sono dodici le trappole collocate in altrettante aree verdi sul territorio: ogni quindici giorni, fino ad ottobre, la raccolta dei campioni per prevenire potenziali situazioni di rischio 

Mai come nella stagione in corso è importante continuare la raccolta dei campioni di zanzare per verificare l’eventuale presenza negli insetti del virus West Nile. Proprio in questo periodo estivo, il campionamento e il conseguente ritrovamento del virus, hanno permesso di incrementare in alcune province come quella modenese - su indicazione della Regione Emilia-Romagna e con la collaborazione dei Comuni - le misure atte a prevenire il rischio di malattia nell’uomo, come l’esecuzione di trattamenti adulticidi in luoghi all’aperto frequentati da persone fragili.

Ad occuparsi del posizionamento delle trappole sono l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (Sezione di Reggio Emilia) e il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena, che dispongono il collocamento di dodici trappole in altrettanti luoghi strategici della provincia: si tratta di aree verdi con una concentrazione importante di ristagni d’acqua e dove dunque è maggiore la proliferazione di zanzare. Il posizionamento e la raccolta dei campioni avviene ogni quindici giorni fino a ottobre. Nella giornata di oggi, in particolare, è stata posizionata una trappola nei pressi di Lesignana, che consentirà di raccogliere un campione di insetti che verranno poi analizzati per verificare la presenza di West Nile.

In tutti i dodici siti individuati le trappole vengono collocate nel tardo pomeriggio. Il ghiaccio secco contenuto al loro interno, sublimando, libera anidride carbonica (CO2), simulando così ciò che avviene con l’espirazione da parte dell’uomo. È proprio la CO2 infatti ad attirare le zanzare, che vengono convogliate - grazie all’azione di una ventola - in una rete da cui non riescono più ad uscire. Il mattino seguente i Veterinari la inviano all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Reggio Emilia per l’analisi. Nel caso in cui venga evidenziata la presenza di virus, vengono adottate misure di contenimento e, in particolare, il controllo sulle donazioni di sangue, organi e tessuti e l’attivazione, sul territorio interessato, di interventi programmati con adulticidi presso le strutture o i servizi con aree esterne verdi maggiormente frequentati da categorie a maggior rischio (fra cui strutture sanitarie e CRA pubbliche e private). Non manca, inoltre, una capillare informazione alla popolazione sui sistemi di prevenzione personale contro le punture.

VIDEO | Zanzare "in trappola" per mappare le malattie, monitoraggio costante

Il controllo della malattia si avvale anche dell’attiva collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC). Ogni 15 giorni da maggio a ottobre, infatti, i cacciatori conferiscono ai Servizi Veterinari esemplari di avifauna selvatica prelevati nei loro piani di controllo. Ciò permette, assieme alla cattura degli insetti con le trappole, di avere dati completi e precoci sulla circolazione virale nel territorio. Sono gli uccelli selvatici, infatti, che fanno da serbatoio per la malattia.

“L’attività di posizionamento delle trappole del Servizio di Dipartimento di Sanità Pubblica è estremamente importante, in particolare in stagioni estive come quella in corso dove la circolazione virale del virus è molto alta - dichiara Cristiana Corsini, Dirigente Veterinario dell’Azienda USL di Modena (nelle foto) - Oltre all’attività di monitoraggio, però, resta fondamentale il supporto dei cittadini. E’ importante, infatti, che anche da parte loro continui nelle prossime settimane l’impegno nel contrasto alla proliferazione di questi insetti adottando dei comportamenti virtuosi, come per esempio la rimozione dei ristagni d’acqua nelle aree esterne delle proprie abitazioni, che possono diventare focolai larvali”.

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