Giovedì, 29 Luglio 2021
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Valorizzazione del patrimonio culturale, appalti trasparenti e lotta alle mafie come chiavi del rilancio

Convegno organizzato da Unimore su "La riqualificazione dei beni culturali tra legalità ed efficienza nella spesa". Ad intervenire illustri personaggi del panorama giuridico, economico e culturale nazionale tra cui il Procuratore nazionale antimafia e il Direttore della Galleria degli Uffizi

“La riqualificazione dei beni culturali tra legalità ed efficienza della spesa”, questo il titolo del convegno tenutosi in mattinata nell’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza Unimore. Ad avvalorare ulteriormente l’evento organizzato da EDi-LAB (Studi e ricerche di Cultura Giuridica ed Economia Applicata), è stata la presenza di personaggi di spicco del panorama giuridico, economico e culturale italiano, come il Presidente onorario della Corte dei Conti Claudio Galtieri, il Direttore Generale della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt, il Group Manager del Gruppo Intesa San Paolo Fabiano Forti Bernini e il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.

Come giustificare la presenza di un numero così importante di esperti in materie apparentemente tra loro incompatibili? È  la Professoressa Elisa Valeriani, docente di Economia Politica presso Unimore, nonché organizzatrice dell’evento, a collegare i punti utili a delineare quel percorso logico che avrebbe dato risposta agli ascoltatori: “Cercheremo di prospettare come sia concretamente possibile il rilancio dell'economia attraverso la valorizzazione dei beni culturali, con una spesa mirata ed efficiente, garantendo al tempo stesso l'attuazione del principio di legalità negli appalti, con un corretto uso della flessibilità offerta dal legislatore”. Aggiunge: “Spesso si incontrano difficoltà nel comprendere quali siano i rapporti tra appalti, beni culturali e scelte. Nell’ottica in cui l’appalto dovrebbe essere espressione della scelta pubblica, è da considerare il fatto che nel ‘teatro’ in cui esso si svolge vi è una molteplicità di ‘attori’, e che non tutti loro agiscono con la medesima chiarezza. È necessaria maggiore trasparenza nelle amministrazioni di qualsiasi livello”. 

La mancanza di chiarezza interessa sia il settore pubblico che il settore privato, e ne è un’evidente prova il problema delle infiltrazioni nelle mafie nel sistema amministrativo e in quello imprenditoriale, che fa crescere la criminalità organizzata. Seppur solitamente si tenda a concentrarsi su azioni come il narcotraffico, l’operato delle mafie in tema di appalti non è trascurabile. La creazione dei cosiddetti “cartelli” di 60/70 imprese che partecipano all’appalto sottostando tutte alla medesima organizzazione mafiosa c’è e deve essere arginata, tramite, propone Cafiero, un maggiore utilizzo dei gruppi interforze. 

Una volta individuato il problema, è bene pensare alle soluzioni. Esistono realtà che sono riuscite a non annegare nel sistema economico sommerso, e devono essere prese da esempio. Si consideri il Grande Progetto Pompei: il progetto che prevedeva la riqualificazione del sito archeologico pompeiano è stato portato a compimento nei termini previsti dalla legge e si è contraddistinto per efficienza e chiarezza. Come spiega Curatoli, di vitale importanza è stata la creazione del portale della trasparenza, costantemente aggiornato e fruibile da ogni cittadino, che conta al suo interno una apposita sezione anticorruzione. 

A prendere spunto dal sistema digitalizzato del Grande Progetto Pompei al fine di raggiungere un ancor più elevato grado di trasparenza, sarà il direttore degli Uffizi, che nel suo museo conta già altri servizi di controllo simili a quelli pompeiani. L’opera di rilancio del museo degli Uffizi è però già in atto, spiega Schmidt, grazie alle nuove misure amministrative. Tra queste si ricordano sconti e abbonamenti speciali volti ad invogliare i turisti a visitare la città in tutta la sua bellezza, per aumentare la fruibilità dei servizi.

Ecco che il connubio tra legalità e valorizzazione dei beni culturali assume le forme di un nuovo possibile trampolino di lancio per l’economia italiana, che sembra non saper sfruttare a dovere il patrimonio artistico di cui dispone. Gli input dati da questo convegno, che l’Università di Modena e Reggio Emilia ha avuto l’onore di ospitare, sono da tenere in seria considerazione perché, come ha affermato il Presidente Galtieri in conclusione, le idee con il passare del tempo “si raffreddano”. 
 

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