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Al via la vaccinazione nelle case residenze anziani dell’Area Nord

Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Mirandola, le tre Cra dell'Area Nord danno il via alle vaccinazioni

Al via le vaccinazioni anti Covid nelle tre case di residenza gestite dall’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) dei Comuni Modenesi Area Nord.

Si comincia il 4 gennaio con la Cra “Torre dell’Orologio” di Finale Emilia, a seguire, il 7 gennaio, toccherà alla Cra Augusto Modena di San Felice sul Panaro e il 12 e 13 gennaio sarà la volta della Cra “Cisa” di Mirandola

La vaccinazione riguarderà sia gli ospiti che il personale delle strutture e sarà su base volontaria, quindi verrà richiesta l’espressione del consenso scritto. Sarà direttamente l’ospite ad esprimere il consenso, o, qualora nominato, il suo rappresentante legale (tutore/curatore/amministratore di sostegno).

“Ovviamente è molto importante che i familiari referenti siano coinvolti in questo percorso – spiega la direttrice di Asp Roberta Gatti – per tale motivo i medici della struttura provvederanno a contattare personalmente, nei prossimi giorni, ogni familiare, spiegando nel dettaglio gli effetti e le modalità di somministrazione del vaccino “Pfizer-BioNTech Covid-19””

La vaccinazione riguarderà anche il personale, compreso quello che ha già contratto il virus, a condizione che risulti clinicamente guarito. Per quanto riguarda il personale, la percentuale di adesione nelle tre case residenza è molto alta, superando mediamente il 90 per cento dei professionisti interessati. Le vaccinazioni saranno effettuate dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) distrettuali, formate da due medici e due infermieri. Il personale delle Usca sarà affiancato dai professionisti delle Cra, in particolare il medico di struttura per gli ospiti e il medico competente per il personale.

“Vaccinarsi – sostiene il presidente di Asp Stefano Paltrinieri – è una scelta che non riguarda soltanto la tutela della salute di ciascuno di noi, ma anche quella degli altri, soprattutto delle persone più fragili ed esposte agli effetti nefasti, a volte mortali, del virus. É una sensibilità, ne siamo certi, già ben presente tra il personale, gli ospiti e i familiari delle nostre strutture, due delle quali hanno dovuto pagare un alto prezzo alla pandemia. Sta noi cogliere tale opportunità, in modo consapevole e informato”.

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