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Arriva anche AstraZeneca, prime 81mila dosi per l'Emilia-Romagna

Consegna attesa la prossima settimana. Sarà usato per gli under 55 delle categorie più a rischio

Salvo sorprese, la prossima settimana in Emilia-Romagna verranno somministrati i primi vaccini Astrazeneca: ne sono attese oltre 81.000 dosi a febbraio, 172.000 a marzo. Sarà l'arma in più per affrontare le prossime fasi della vaccinazione anti-Covid, rivolte ad un numero sempre più largo di cittadini. Una volta completata la fase in corso destinata a personale sanitario, rsa e ora anche over 80 assistiti a casa, toccherà per cominciare a tutti gli ultra ottantenni, che in regione sono 368.300 e potranno iniziare a prenotarsi già da lunedì 15 febbraio. 

A loro arriverà a breve anche la lettera del presidente regionale Stefano Bonaccini con tutte le indicazioni del caso. La seconda fase riguarderà poi, secondo le indicazioni nazionali, la fascia d'età tra i 60 e i 79 anni, che in Emilia-Romagna coinvolge quasi un milione di persone. Con loro persone con comorbidità, disabili (se non verranno anticipati come chiesto dalla Regione) e personale scolastico. 

"Per noi- chiarisce in proposito Donini durante la conferenza stampa di oggi- il personale scolastico è tutto ad altra priorità, a meno che nelle prossime ore non ci arrivi una indicazione diversa dal Governo". La terza fase sarà rivolta tra gli altri a lavoratori dei servizi essenziali, luoghi di comunità e popolazione carceraria. Infine, la quarta fase al resto della popolazione non ancora vaccinata sopra i 16 anni.

L'obiettivo è comunque vaccinare entro giugno tutte le persone e categorie a rischio. "Per quanto riguarda febbraio- dettaglia ancora Donini- abbiamo ragione di ritenere che verranno confermate 315.000 dosi, significa 116.000 persone che possono completare il ciclo di vaccinazione". Poi, "se la fornitura fosse coerente con le dosi che ci erano state indicate saremmo nelle condizioni di poter completare la popolazione già tra fine maggio e giugno, ma non possiamo far finta di non sapere che c'è stata una decurtazione significativa da Pfizer, Moderna e Astrazeneca". Insomma, "dovremo fare i conti coi vaccini che verranno consegnati".

(DIRE)

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