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Giovedì, 20 Giugno 2024
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Covid, Vagnini: "Le manifestazioni sono occasioni in cui la gente va ad infettarsi"

Il Direttore Generale dell'Aou duro verso chi protesta: "Dove ci sono manifestazioni di questo tipo poi partono dei cluster davvero importanti"

Situazione pandemica in stallo, senza grandi preoccupazioni per gli ospedali, ma con l'incognita del successo completo della campagna vaccinale. Il dottor Claudio Vagnini, Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, fa un bilancio dell'emergenza covid oggi a margine di un incontro all'ospedale di Baggiovara sul tema della demenza e dei disturbi cognitivi.

"Siamo in una situazione standard, non vedo nessun tipo di peggioramento reale, nè di miglioramento reale - sottolinea Vagnini - Una sorta di stallo che spero possa prevedere un cambiamento di rotta, magari dalla prossima settimana. Stiamo monitorando e speriamo di chiudere questo capitolo Covid. Sicuramente la terza dose ci darà una mano".

Sul tema dei vaccini, il Dg non fa sconti: "E' una situazione che ci preoccupa, perchè continua ad esserci una buona quota della popolazione che non è coperta, quindi nel momento in cui avremo una copertura al 95% probabilmente la situazione verrà risolta. Ma continuiamo ad avere delle sacche di persone non vaccinate". E il dissenso? "Le manifestazioni di persone che non vogliono vaccinarsi, non vogliono il green pass e che non vogliono niente di niente, secondo me sono occasioni in cui la gente si va ad infettare. Quello che è successo a Trieste lo potete spalmare su tutto il territorio nazionale: dove ci sono manifestazioni di questo tipo poi partono, dei cluster davvero importanti".

Oggi gli ospedali vivono una situazione ben diversa dallo scorso anno, con una trentina di ricoverati, dei quali 2 in Terapia Intensiva e due in subintensiva. Ma la vita ospedaliera è ben lungi dal poter ritornare su standard precedenti. In particolare Vagnini richiama gli utenti ad un 'bagno di realtà' per quanto riguarda visite ed esami: "La pandemia non è finita: noi continuiamo ad avere dei percorsi che ci ralentano. I tempi sono diversi. Le persone non possono pretendere che la situazione sia identica a due anni fa. Quando avremo ripreso la condizone naturale, la pandemia sparita, i percorsi interni saranno di nuovo comuni, non ci saranno tendoni e attese, allora forse le cose cambieranno. Ma ora non possiamo bypassare questi tempi. Da una parte bisogna star dietro alla pandemia e garantire a tutta la popolazione che la situazione sia monitorata e seguita, dall'altro tutti vogliono le visite specialistiche in un regime di massima libertà: o si fa una cosa o si fa un'altra".

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