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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Anche a Modena arriva la variante Omicron, quattro casi sotto analisi

Si tratta di pazienti non gravi. Serviranno però gli accertamenti presso l'istituto zooprofilattico regionale

La variante Omicron si affaccia anche nel modenese. Ma era solamente questione di tempo. Tramite test real time, infatti, il laboratorio di Virologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha individuato 3 mutazioni caratteristiche della variante Omicron in quattro tamponi relativi alla provincia di Modena.

Come di prassi i campioni saranno quindi inviati all’istituto zooprofilattico di Parma per la necessaria verifica: sarà infatti solo il sequenziamento presso il centro regionale a confermare la presenza o meno di questa variante.

L'azienda Usl precisa che si tratta di pazienti non ricoverati.

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Omicron, il vantaggio dell'Italia sul resto d'Europa

La nuova variante, ha ricordato Draghi, "ha una capacità di diffusione nettamente superiore ad altre e noi abbiamo una situazione relativamente favorevole". Da qui la decisione di "attuare la stessa pratica" per chi entra in Italia dai paesi comunitari "che si usa per i visitatori che provengono dal Regno Unito: un tampone, non credo ci sia molto da riflettere su questo". L'Italia è messa meglio degli altri, per il momento. Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) "è probabile che Omicron diventi la variante dominante nell’Ue/See entro i primi due mesi del 2022”. Secondo i calcoli del governo, il nostro Paese ha un vantaggio di circa venti giorni rispetto al resto d'Europa, che non può essere sprecato: un "tesoretto" da sfruttare per proteggere quante più persone possibili e superare sia il difficile periodo delle feste sia i primi e più pericolosi mesi invernali, con lo stato di emergenza prorogato fino al 31 marzo 2022.

L’Italia è in grado di somministrare fino a 4,5 milioni di terze dosi in dieci giorni. Più cittadini hanno completato l'intero ciclo vaccinale e più protezione avranno contro il virus. Circa il 20% della popolazione sopra i 12 anni ha fatto anche la terza dose, ha ricordato Draghi, ricordando che "il miglioramento" della situazione italiana rispetto agli altri Paesi "è dovuto soprattutto alla campagna di vaccinale". 

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