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Varianti, ancora nessun caso Delta sul territorio modenese

Prosegue il monitoraggio negli ospedali modenesi, dove le percentuali restano stabili con netta preponderanza della variante inglese

Dal 10 marzo a oggi, in base alle indicazioni regionali sullo screening con test REAL TIME PCR per la ricerca di varianti su pazienti positivi a SARS-CoV-2, i dati restano invariati rispetto alla settimana precedente: sono 177 i tamponi positivi tra i pazienti ricoverati nelle terapie intensive del Policlinico, Baggiovara e Ospedale di Carpi. In tutto, 135 (77%) tamponi hanno presentato mutazioni del virus compatibili con variante inglese, 30 (17%) i tamponi compatibili con variante brasiliana, restano 3 (2%) i tamponi con mutazioni compatibili a variante nigeriana e salgono a 7 (4%) i tamponi riscontrati senza mutazioni ascrivibili alle suddette varianti. Di questi ultimi 7 tamponi, 6 sono stati sottoposti ad analisi dell’intero genoma e i risultati ottenuti hanno evidenziato la presenza di 2 ceppi appartenenti al lineage B.1.1.420 corrispondente ad una variante già riscontrata in altre zone d'Italia, ma anche in molti altri Paesi.

Continua il programma di monitoraggio regionale sulla diffusione varianti per il mese di giugno con un secondo invio di tamponi positivi al laboratorio di riferimento regionale (IZSLER di Parma) per essere sottoposti all’analisi di sequenziamento genomico. Si ricorda che tutti questi tamponi vengono scelti a caso tra tutti quelli risultati positivi a livello provinciale. Siamo tuttora in attesa dei risultati sia del primo che del secondo invio.

Dato provinciale

Ad oggi, nella nostra provincia sono stati analizzati mediante sequenziamento del genoma, 105 tamponi che hanno permesso di riscontrare 79 ceppi di variante inglese corrispondente al 75%, 14 ceppi di variante brasiliana corrispondente all'13%, 1 ceppo di variante nigeriana corrispondente all’1%, di 2 ceppi lineage B.1.1.420 corrispondente al 2% e 9 ceppi virali non variante corrispondente al 9%. Mi preme sottolineare che la variante B.1.1.420 è una variante già riscontrata in altre zone d'Italia, ma anche in molti altri Paesi e non desta preoccupazione.  Ancora non sono stati riscontarti in provincia, casi di variante indiana.

Un virus quando si riproduce replica il suo acido nucleico - ricorda la dottoressa Monica Pecorari, Responsabile laboratorio Virologia e Microbiologia Molecolare Policlinico di Modena - Durante la replicazione possono accadere errori di incorporazione dei nucleotidi di cui è costituito generando mutazioni. Si tratta quindi di una cosa del tutto naturale Un virus che presenta una o più mutazioni viene definito "variante" del virus originale. I coronavirus, come tutti i virus, cambiano continuamente attraverso le mutazioni e pertanto la comparsa di varianti fa parte del loro processo evolutivo. Alcune mutazioni non porteranno ad alcun cambiamento nel virus, ma altre potranno fornire un vantaggio selettivo come, per esempio, una maggiore trasmissibilità o la capacità di eludere la risposta immunitaria dell'ospite.”

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