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Velocità del cambiamento climatico. In Comune l'installazione di un Climate Clock

Ok dal Consiglio comunale alla mozione di Europa Verde-Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica: “Necessario responsabilizzare sull’emergenza climatica”

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Valutare l’installazione di un “orologio del clima” nella sala del Consiglio comunale e in altri luoghi della città, per contribuire a responsabilizzare amministratori e cittadini sul tema del riscaldamento globale. È la richiesta del Consiglio comunale di Modena che, nella seduta di giovedì 22 febbraio, ha approvato l’ordine del giorno sull’installazione di un “climate clock” proposto da Europa Verde-Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica. Il documento è stato illustrato da Paola Aime (Europa Verde-Verdi) e, dopo un emendamento proposto da Enrica Manenti del Movimento 5 stelle, approvato con anche il voto a favore di Pd, Alternativa Popolare e Movimento 5 stelle; voto contrario di Fratelli d’Italia, mentre si è astenuto il gruppo di Lega Modena.

Rispetto al testo originario, l’emendamento integra, tra le richieste, la promozione di iniziative d’informazione e comunicazione sul tema, anche attraverso il sito web del Comune di Modena e altri canali di comunicazione istituzionale, come il mensile dell’Ente, “al fine di invitare i cittadini a comportamenti più virtuosi, come la mobilità privata o la regolazione del riscaldamento domestico”. L’emendamento è stato approvato con anche il voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Europa Verde-Verdi, Modena Civica e Sinistra per Modena), Alternativa Popolare e Movimento 5 stelle; voto contrario di Fratelli d’Italia, mentre si è astenuto il gruppo di Lega Modena.

Cos'è l'orologio del clima?

“Climate Clock” è un progetto internazionale, frutto della collaborazione tra artisti e scienziati, che invita a installare un orologio climatico in città, scuole e altri spazi di comunità, come già accaduto a New York, Berlino e Roma. Lo scopo è di creare consapevolezza diffusa sulla necessità di agire per modificare l’attuale modello di sviluppo, di mobilità e consumi, nella direzione della transizione ecologica ed energetica.

In particolare, l’orologio climatico indica, su scala globale, due cifre: in rosso la velocità con la quale il pianeta si sta avvicinando all'aumento di 1,5 °C del riscaldamento globale, rispetto ai livelli preindustriali; in verde, invece, la percentuale di energia mondiale fornita al momento da fonti rinnovabili. Simbolicamente, quindi, il rosso indica quanto tempo rimane prima che l’emergenza climatica sia irreversibile, in verde la percentuale di energia da risorse rinnovabili che è disponibile.

Dopo aver menzionato recenti studi che prevedono, nel giro di 30 anni, l’imporsi di un clima sempre più subtropicale, Aime ha precisato che “Modena si trova in una delle aree più inquinate d’Europa, pertanto, la città deve contribuire a definire un modello di sviluppo e di vita più sostenibile”.

Ricordando quindi la “lunga tradizione” di impegno civile, sociale e ambientale della città, nonché l’adesione del Consiglio comunale, in questa legislatura, al Patto dei sindaci per il Clima e l’Energia e alla Dichiarazione di emergenza climatica e ambientale, l’ordine del giorno chiede di valutare l’installazione di un climate clock proprio nella sala del Consiglio e in altri luoghi della città, per indurre a comportamenti e scelte sempre più responsabili e sostenibili.

L'ordine del giorno presentato da Europa Verde-Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica

L’approvazione della mozione che chiede di valutare l’installazione di un orologio climatico nella sala del Consiglio comunale di Modena e in altri luoghi della città, presentata da Europa Verde-Verdi, Sinistra per Modena e Modena Civica, è stata preceduta da un dibattito aperto da Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) che ha affermato “l’importanza di impegnare l’Assemblea, fino alla fine, su questi temi”. Il consigliere ha precisato che “non si tratta solo di un gesto simbolico, ma di un monito: le temperature aumentano, i disastri anche: bisogna fare scelte politiche nette per invertire queste tendenze”.

“Si tratta di iniziative ansiogene, per questo il mio voto sarà contrario” ha puntualizzato Elisa Rossini (Fratelli d’Italia), invitando l’Assemblea a compiere “scelte più razionali”. La consigliera ha quindi proseguito affermando l’esigenza di azioni sul territorio: “La Giunta, in questi anni, ha fatto poco o nulla per ridurre l’inquinamento: bisogna partire da cose concrete”.

Per il Pd, Stefano Manicardi ha dichiarato che “non è certamente con l’orologio che si risolve il problema, ma è uno strumento che può aiutare la comunità a intervenire”. Il consigliere ha quindi concluso l’intervento ricordando alcune azioni introdotte dall’Amministrazione comunale per rispondere all'emergenza climatica e ambientale, come il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile e il nuovo Piano urbanistico generale. “Questa mozione ha l’ambizione di ricordarci una questione che tendiamo a rimuovere” ha precisato Ilaria Franchini, affermando l’importanza di modificare le abitudini a favore di comportamenti più sostenibili: “Ognuno di noi ha un ruolo importante nel cambiamento e nella definizione di buone prassi da consegnare alle giovani generazioni”. Per Francesca Fabbri, in particolare, è necessario mettere al centro le problematiche ambientali “perché, altrimenti, settori come l’agricoltura non potranno più essere sviluppati adeguatamente: occorre quindi ripensare i nostri modelli organizzativi in ambito sociale, economico e industriale”.

Paola Aime (Europa Verde-Verdi) ha aggiunto che “è difficile uscire dalle comfort-zone e per questo può essere utile uno strumento che aiuti a capire la gravità dell’emergenza climatica in corso: occorre intraprendere azioni concrete, soprattutto per tutelare le giovani generazioni”.

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