Istruzione in carcere sospesa da febbraio, al via le videolezioni di #nonèmaitroppotardi2020

#nonèmaitroppotardi, questo il nome del progetto promosso dal Cpia metropolitano di Bologna in collaborazione con Marcello Marighelli, che garantirà nelle prossime settimane videolezioni a distanza per la scuola in carcere e per gli studenti "adulti"

Un programma di videolezioni a distanza per la scuola in carcere e per gli studenti dei percorsi di istruzione per adulti: #nonèmaitroppotardi2020 al via dal 27 aprile all’interno del palinsesto di Lepida TV (sul canale 118 del digitale terrestre dell’Emilia-Romagna).

Ideato, prodotto e realizzato dal Cpia metropolitano di Bologna in collaborazione con il Garante regionale delle persone private della libertà personale, Marcello Marighelli, il progetto è stato accolto favorevolmente dall’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, dalla Casa circondariale di Bologna e dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e apprezzato anche dalla presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti.

Ogni settimana un tema diverso, si parte con “la costituzione e le leggi” e si prosegue, nelle quattro settimane successive, con “la salute”, “l’istruzione”, “il lavoro”, “la parità di genere e l’amore”: 25 puntate della durata di 30 minuti ciascuna (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 10). La programmazione completa e i contenuti delle videolezioni sono consultabili anche sul canale 5118 di Sky, sulle pagine web https://www.cpiabologna.edu.it/ e https://lepida.tv/, oltre che sul canale YouTube sempre di Lepida.

Nelle carceri ogni attività scolastica è sospesa da fine febbraio, non essendo ancora previsto in questo tipo di strutture l’utilizzo della rete internet si è deciso di sfruttare il mezzo televisivo per riattivare la relazione pedagogica e didattica con la scuola, sul modello proposto da Alberto Manzi negli anni sessanta.

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“In questi giorni di crisi- spiega il Garante Marighelli- abbiamo sentito la preoccupazione delle persone detenute in carcere di vedersi doppiamente segregate sia per l’espiazione della pena sia per le precauzioni sanitarie, tanto da perdere i contatti con la comunità esterna. Con la ripresa dei corsi scolastici in questa diversa ma non meno stimolante veste, vogliamo non solo contribuire a soddisfare un urgente bisogno di informazione, cultura e istruzione, ma anche dare un segno di attenzione e responsabilità pubblica nell’assicurare il diritto all’eguaglianza nell’accesso alla conoscenza quale strumento indispensabile per orientarsi e nutrire una speranza di reinserimento nella società”.

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