Vignola, partiti i lavori di ampliamento del Levi-Paradisi

Entro settembre 2020 14 nuove aule, laboratori e locali per gli oltre 1600 studenti in arrivo al polo scolastico vignolese

Hanno preso il via i lavori della Provincia per ampliare il polo scolastico superiore Levi-Paradisi di Vignola.

L'ampliamento del polo Levi-Paradisi prevede la realizzazione, entro il settembre del 2020, in un area attigua all'attuale sede, di un nuovo edificio di complessive 14 aule e tre laboratori, oltre a bagni, e locali accessori. Considerando una capienza di 25 studenti per classe, il nuovo intervento sarà in grado di far fronte alle numerose richieste di iscrizione che l'intero polo dei due istituti sta avendo in questi anni, nonché di poter fruire di nuovi spazi per laboratori tecnici.

“Le scuole superiori di Vignola- sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena - sono in costante crescita e attrattive anche nei confronti di studenti provenienti da fuori provincia. Con questo intervento vogliamo dare una risposta che migliorerà gli spazi e la qualità dei servizi didattici offerti. Basti pensare che in soli cinque anni siamo passati al Levi e Paradisi da circa 2.500 studenti complessivi ai quasi 3.300 previsti il prossimo anno scolastico, con il conseguente bisogno di strutture nuove ed efficienti”

Al Paradisi sono previsti il prossimo anno scolastico oltre 1.660 studenti; l'istituto offre un percorso di studi differenziato tra istituto tecnico, economico e liceo, ad indirizzo scientifico, linguistico e classico.

Per il Levi le previsioni sono di oltre 1.600 studenti che utilizzano una sede principale ed una succursale di proprietà comunale; nel percorso di studi l'istituto propone un liceo scientifico di scienze applicate e un'istruzione tecnica con indirizzi meccanica, meccatronica ed energia, automazione e informatica.

I lavori sono eseguiti dalla ditta Icoed di Modena con un investimento complessivo di due milioni e 220 mila euro.

Il progetto è finanziato da fondi provenienti dai mutui della Banca europea degli investimenti (Bei) con ammortamenti a carico dello Stato per due milioni di euro, mentre i restanti 220 mila euro con risorse della Provincia.

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