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Draghi visita ed elogia il distretto ceramico: "E' un esempio virtuoso"

Il Presidente del Consiglio, dopo la tappa bolognese, si è intrattenuto con i vertici di Confindustria e ha incontrato stampa e autorità a Spezzano, dove ha relazionato sullo stato di salute dell'economia

Prima volta in terra modenese da Presidente del Consiglio per Mario Draghi, che oggi ha effettuato una prima tappa a Bologna - dove ha visitato il tecnopolo - per poi spostarsi a Fiorano Modenese. Nel cuore del distretto ceramico il premier ha incontrato i vertici di Confindustria e le autorità locali, accompagnato dal Presidente di Regione Stefano Bonaccini.

Dopo aver visitato lo stabilimento Atlas Concorde, Draghi ha tenuto un incontro aperto anche alla stampa presso Villa Casino Vicini, dove ha rivolto al pubblico un breve intervento nel corso del quale ha fatto il punto sulla situazione del Paese, tra pandemia e ripresa economica.

VIDEO | Draghi in visita al distretto ceramico. Tra i temi la Bretella Campogalliano-Sassuolo

"E la prima volta che esco da Roma e quello che si percepisce è un sollievo, un entusiasmo, una voglia di ricominciare e sprigionare le proprie energie produttive e imprenditoriali, la propria visione del mondo che dà veramente conforto, la voglia di ricominciare. Questa Italia è viva, forte e ha tanta voglia di ripartire", ha sottolineato il premier. "Grazie ai sacrifici degli italiani e alla forte accelerazione della campagna vaccinale, abbiamo davanti una fase nuova. L'Emilia, come ha ricordato il presidente Bonaccini, è una delle regioni più efficienti. Una fase di ripresa e fiducia, su cui costruire un Paese più giusto e più moderno",

Draghi ha evidenziato le difficoltà che l'Italia attraversa da tempo, a prescindere dalla crisi causata dalla pandemia: "La crescita dopo il Covid non puo' tornare ai livelli precedenti la pandemia. Bisogna fare meglio. Non dobbiamo tornare ai livelli degli anni del pre-pandemia perchè crescevamo molto poco".

Focus anche sul decreto legge sulle semplificazioni approvato la settimana scorsa in Consiglio dei Ministri: "Mi auguro che rappresenti un cambio di passo essenziale per l'Italia. È vasto, molto complesso. Riduce le incertezze e i tempi delle burocrazie. Semplifica il lavoro dell'imprenditore e la vita del cittadino, ma senza indebolire i presidi di tutela dell'ambiente, del lavoro, e soprattutto della legalità. "Il metodo" che ha portato all'approvazione in cdm del dl semplificazioni "è stato incoraggiante, ha avuto il sostegno e il contributo di tutte le forze politiche, sociali e sindacali, che vorrei qui ringraziare".

Il premier non ha mancato di celebrare una delle eccellenze del made in Italy e lodare il distretto ceramico: "Qui si produce circa il 90% della ceramica italiana. Nel primo trimestre di quest'anno, questa industria è cresciuta di quasi il 9%, molto di più della produzione manifatturiera. Il segreto di distretti come questo sta nella stretta collaborazione tra le imprese, nell'internazionalizzazione, nell'innovazione. Nel 2018 il vostro settore ha fatto investimenti per quasi il 10% del fatturato. È un esempio virtuoso: in media, le imprese italiane spendono intorno al 3%. Ed è un leader nel mondo: la produzione italiana di ceramica viene esportata per l'85%, per un valore di oltre 4,5 miliardi di euro, e copre circa un terzo del commercio internazionale del prodotto", ha ricordato Draghi. Il presidente del consiglio ha sottolineato che il "territorio è tra quelli che hanno mostrato la migliore capacità di rispondere alla crisi. E non mi riferisco solo a quella pandemica dell'ultimo anno, ma più in generale alla lenta crescita dell'ultimo decennio. Tra il 2010 e il 2019, il Pil dell'Emilia-Romagna è cresciuto del 6,9%, a fronte di un aumento del Pil nazionale dello 0,8%. Il merito è la vostra vocazione produttiva, ma questa deve essere sostenuta con adeguate infrastrutture materiali e immateriali". Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nel Fondo Complementare il governo ha "stanziato quasi 30 miliardi per favorire la digitalizzazione e la competitività delle imprese. Di questi, quasi 18 miliardi sono previsti per realizzare il programma Transizione 4.0. Oltre 2 miliardi riguardano gli investimenti ad alto contenuto tecnologico e per le politiche industriali di filiera".

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