Sabato, 24 Luglio 2021
Attualità

Vive in auto ma rifiuta le proposte del Comune: "Parola fine a vicenda surreale"

L'Assessore di Nonantola Federico Di Stefano, “La signora ha rifiutato tutte le nostre proposte di aiuto. Troppe situazioni omesse e altre usate in modo strumentale"

Si chiude, almeno per il Comune di Nonantola, la vicenda legata alla sorte di S.L., la cittadina nonantolana al centro di una polemica mediatica dopo essere rimasta senza casa e costretta a vivere in auto. Una storia che è stata rilanciata agli onori delle cronache da una conoscente, Fiorenza Liberti, la quale si è prodigata per renderla nota alla stampa e ha fatto per così dire da "mediatrice" tra la diretta interessata e l'Amministrazione Comunale.

Un caso finito anche nel contenitore televisivo Pomeriggio 5 e che molto ha fatto discutere, ma che non ha trovato soluzione pratica, come ha illustrato l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Nonantola Federico Di Stefano: "Apprendiamo dalla signora Limberti, esclusivamente a mezzo stampa del rifiuto della signora S.L. di tutte le nostre proposte di alloggio, con annesso il percorso di crescita.  E’ dunque arrivato il momento di mettere la parola “fine” su questa vicenda dai contorni surreali. Una storia con troppe situazioni omesse e altre usate, tra l’altro spesso con dichiarazioni non corrispondenti al vero, in modo strumentale con il fine di fare clamore. Questa amministrazione, assieme ai Servizi Sociali - prosegue Di Stefano - si è adoperata in più modi per fornire aiuto alla signora Leonesi, ma riteniamo sia impossibile aiutare chi non desidera essere aiutato".

La comunicazione del rifiuto delle proposte del Comune per un alloggio è arrivato appunto da Fiorenza Limberti con un intervento ospitato sul quotidiano locale La Pressa, dove la dirigente di Ascom Confcommercio spiega: "Fino ad ora sono state fatte proposte inaccettabili, sia per la sistemazione di Simona senza il proprio cane, ma sopratutto c'è stata la volontà precisa di indirizzare la ragazza presso una “fattoria didattica”, null'altro che una comunità di recupero per persone con “problemi.....e fragilità”. Dopo la diretta in TV di martedì 30/10, la mattina seguente, c'è stato un incontro con la sindaca e con la responsabile dei servizi sociali. Nell'incontro ho interagito solo io e la responsabile dei servizi sociali Bastai; né sindaca, molto risentita della situazione, nè Simona, eccetto che per poche parole, hanno interagito. La nuova proposta di mercoledì 31/10 era di offrire a Simona una collocazione fuori provincia, a Bologna, senza il cane, in attesa di un altro “posto” sempre presso una “struttura” riabilitativa con progetti socio-educativi. La collocazione a Bologna, senza il cane, e distante dai servizi medici di cui lei ha bisogno, è stata per forza rifiutata. Simona non ha un'autovettura con cui spostarsi. Nei prossimi giorni, in base anche alle condizioni del suo ginocchio, Simona deciderà il da farsi, certo è, che le soluzioni prospettate dal Comune non sono percorribili e non si possono accettare".

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