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La casa delle bambole - Ghostland – La recensione

Un film in grado di tenere alta la tensione ed allo stesso tempo di colpire al momento giusto. Voto: 8

“Voleva solo giocare con le bambole!” 

Pauline e le sue due figlie, Beth e Vera, si trasferiscono in una villa ereditata piena di bambole. In questa nuova casa si ritrovano di fronte a due intrusi che le attaccano, prendendo in ostaggio le ragazze, ma la madre, anche se con difficoltà, risolve la situazione. Sedici anni dopo questo avvenimento, Beth riesce a lasciarsi alle spalle il proprio passato e diventare una scrittrice affermata. Al contrario Vera non è riuscita a superare l’avvenimento e continua a rivivere quell’esperienza continuamente, finché un giorno non chiama la propria sorella per chiederle di tornare nella casa delle bambole.

Pascal Laugier, famoso per aver diretto “Martyrs”, torna in sala per la quarta volta con una pellicola lodevole sotto molti aspetti. In primis la storia narrata scorre perfettamente e riesce a catturare appieno lo spettatore e a colpire nel segno al momento giusto. Inizialmente il film sembra percorrere la strada di un classico horror e come tale sembra incappare negli stessi errori alla quale ormai il pubblico è abituato. Ad un certo punto, però, il lungometraggio riesce a distinguersi dalla massa, rimescolando totalmente le carte in tavola. 

La sceneggiatura presenta qualche sbavatura, ma in linea generale è ben scritta. I vari personaggi presentano un’ottima caratterizzazione a tal punto da riuscire ad entrare in sintonia con gli spettatori, per merito anche di una buona interpretazione da parte del cast. Non poco importanti sono la fotografia cupa, il montaggio, il sonoro e le musiche che giocano un ruolo chiave per tenere alta la tensione nelle diverse scene. Da evidenziare è la regia di Pascal Laugier che ancora una volta ha dimostrato le sue abilità mescolando al meglio il genere horror con quello thriller. Inoltre gioca molto sulle varie inquadrature per poter far vivere al pubblico le stesse emozioni di angoscia e paura, talvolta anche di sollievo, provate dalle nostre protagoniste. 

“La casa delle bambole – Ghostland” è un horror che non abusa dei soliti jumpscare, ma riesce a creare inquietudine tramite l’atmosfera che si viene a creare durante la visione. A questo punto non si può far altro che lodare il lavoro di Pascal Laugier per aver portato a termine un film così ben curato che da tempo mancava nel panorama cinematografico di questo genere.

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Uno spazio che si occupa della pubblicazione di recensioni di film e serie tv in uscita. Questo blog è rivolto a tutti coloro che sono interessati al mondo del cinema o a chi, semplicemente, vuole un consiglio per sapere cosa guardare. Simone Grillini è nato il 7 settembre 1999, esattamente 4 mesi dopo l'uscita del celebre film Matrix. Studia chimica ed è appassionato di cinema. I suoi film preferiti sono i thriller come Inception, The Prestige e Shutter Island, ma ama guardare un po’ di tutto: dall’animazione al drammatico, dallo sportivo al fantasy.

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