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A cura di Simone Grillini

Ritorno al Bosco dei 100 Acri - La recensione

Torna in sala l’orsetto più amato di sempre con un film divertente e nostalgico in grado di intenerire perfino i cuori più freddi. Voto: 7,5

Il film racconta le vicende di Cristopher Robin che, una volta divenuto adulto, sembra incapace di divertirsi. Ormai non pensa più alle sue avventure nel Bosco dei 100 Acri, ma si preoccupa unicamente del suo lavoro, distaccandosi perfino dalla sua famiglia. Ci penseranno Winnie The Pooh e i suoi compagni a far ritrovare la gioia e la spensieratezza che viveva un tempo in lui.

Marc Forster è riuscito nell’intento di portare i vari abitanti del Bosco Dei 100 Acri in una veste del tutto nuova, rimanendo fedele alla caratterizzazione dei personaggi della pellicola del 1977, “Le avventure di Winnie The Pooh”. Inoltre non mancano certamente citazioni a quest’ultimo lungometraggio ed è molto divertente poterle scovare durante la sua visione. La storia procede linearmente senza particolari colpi di scena, intervallate da battute tipiche di questi personaggi.

La sceneggiatura è scritta discretamente da Alex Ross Perry e Allison Schroeder che, però, pecca in alcuni frangenti. Al contrario, la resa dei peluche di pezza è perfetta ed è in grado di far intenerire chiunque li guardi, inoltre, anche il doppiaggio italiano è ottimo, in particolar modo bisogna dar merito per essere riusciti a riportare, per la maggior parte, gli stessi doppiatori della pellicola del 1977. Un altro punto forte di questa pellicola è, senza dubbio, la prova attoriale da parte del cast che si è dimostrata all’altezza delle aspettative, primo fra tutti Ewan McGregor nei panni di Cristopher Robin.

Allo stesso livello sono anche le scenografie e i costumi utilizzati, mentre la fotografia poco colorata, talvolta anche troppo, riesce a dare un tono fiabesco alla storia raccontata, anche se da una pellicola di questo tipo ci si aspetterebbe una maggiore vivacità. Infatti, buona parte del film, a grande sorpresa, presenta un’atmosfera malinconica e quasi cupa caratterizzata dai problemi di un adulto, che potrebbe piacere meno ad un bambino, per poi passare, nella seconda parte, alla spensieratezza e alla follia che ogni persona possiede, ma che si cerca di reprimere quando si diventa grande.

È proprio questo passaggio da un estremo all’altro e il suo messaggio che rende questo film, un lungometraggio coraggioso e ben riuscito. Ritorno al Bosco dei 100 acri è una pellicola adatta a qualunque età, in grado di far divertire i più piccoli, ma anche di far riflettere i più grandi.

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