I 5 misteri del Duomo di Modena, tra Templari e viaggi nel tempo

Per i modenesi il Duomo e la Ghirlandina sono i simboli della propria città, ma non tutti ne conoscono i segreti. Ecco i 5 misteri del nostro Duomo che solo pochi intenditori conoscono e la cui soluzione è ancora lontana dalla realtà

foto di gianhadrail

Ai modenesi nulla è più caro del Duomo e la sua Ghirlandina, ma tra le pietre di marmo si nascondono diversi misteri che sono conosciuti da pochi, e altri interpretati solo di recente. Le storie attorno al fuoco raccontate dai nonni narrano di una struttura marmorea che dietro al candido bianco delle sue pietre, conserva segreti al confine tra la storia conosciuta e le teorie non tradizionali. Una storia che ho raccontato poi anche in televisione su TvQui (canale 89), che ha dato il via al ciclo #misterimodenesi

Ecco i 5 misteri irrisolti del Duomo di Modena:

#1 UNA MACCHINA DEL TEMPO NELLA CRIPTA

La meccanica quantistica è la prima ad aver considerato scientificamente la possibilità di  mondi paralleli. Per gli appassionati di "Ritorno al futuro" le realtà alternative sono solo il frutto dei copioni scritti ad Hollywood, e se invece fosse tutto reale e nella cripta del nostro Duomo ci fosse una dimostrazione empirica di queste teorie? E' conosciuto come il Mistero di Gundeberga, una signora longobarda morta il 12 Giugno 570 dopo Cristo, la cui raffigurazione si trova difianco alla statua di Sant'Anna che porge il cibo al piccolo Gesù. Fin dalla sua origine gli annales di Roma riportavano la data con accompagnato il nome dei monarchi, dell'imperatore o dei consoli al governo in quel periodo. La data di morte della misteriosa Gundeberga, cioè 570 d.C., è accompagnata dalla denominazione dei consoli dell'epoca, peccato che l'impero romano fosse finito con Romolo Augusto il 22 Agosto del 476 d.C.

#2 L'OSSO DI DRAGO SU PIAZZA GRANDE

Si tratta di uno dei misteri meno impressionabili per l'uomo moderno, ma così non era per chi trovò nel Medioevo sottoterra questo enorme osso che oggi si trova esposto sopra la Porta Regia, denominato "Osso di drago". Sì ha notizie dell'osso dal 1518 con però la segnalazione della sua esistenza da molto prima, come se appartenesse alla comunità modenese da sempre. A quanto pare fu trovato durante gli scavi del duomo, come protezione dai cristiani dalle insidie del demonio, e dato che l'uomo medievale non sapeva che la pianura padana fosse in passato una zona marittima, pensò si trattasse di un osso di drago. Oggi sappiamo sulla Porta Regia si trova nient'altro che un osso di balena. 

#3 LA COLONNA ANNODATA DEI CAVALIERI TEMPLARI

Sempre nella Porta Regia troviamo una colonna annodata, tecnicamente definita colonna ofitica. Si tratta di una tradizione antica e misteriosa di cui in Italia ne abbiamo solo 24 esemplari. La più antica si trova nel pulpito della pieve di San Pietro a Gropina, in Toscana, che risale al VIII secolo d.C., ma quella di Modena è molto interessante perché è legata ad un'altra tradizione delle colonne ofitiche: quella di Modena risale al 1209, perciò sarebbe una copia di una "vecchia edizione", in realtà essa non è legata alla Toscana, quanto invece al Medio-Oriente. Modena era crocevia dei cavalieri Templari, in quanto la nostra città si trovava tra i regni al nord e il papato al sud, a dimostrarlo l'antico Masone, o meglio conosciuta come Maison des Templaires, un nome che non ha bisogno di spiegazioni. Il legame tra i viaggi Templari e la colonna ofitica di Modena si trova a Gerusalemme, infatti furono i Templari a scoprire che alcune colonne del distrutto Tempio di Salomone erano annodate. Lo stesso Dan Brown ne Il Codice da Vinci parla della cappella scozzese di Rosslyn, che secondo gli appassionati di mistero custodirebbe dentro la sua colonna dell'apprendista (ovviamente ofitica) il Santo Graal.

#4 LA POTTA DI MODENA, LA DONNA DAI 42 FIGLI

Molti dei misteri si trovano scolpiti nelle porte d'accesso al duomo, ed ognuno è carico di storia. L'esempio più esclusivo di queste leggende è relativa all'immagine dell'uomo bisessuato, uno dei mostri a difesa del Duomo, che secondo i racconti antichi è un riferimento alla Potta di Modena. Si tratta di una donna, di nome Antonia, vissuta nel 1227 che aveva ben 42 figli. Se consideriamo che l'età media è la metà di oggi e ogni figlio era un pericolo per la salute della madre, monna Antonia sarebbe oggi una Guinness World Record.

#5 RE ARTU' A MODENA UN SECOLO PRIMA DEL SUO ARRIVO IN ITALIA

Si tratta del mistero più affascinante del Duomo di Modena, cioè la sequenza di scene in bassorilievo presenti sulla Porta della Pescheria a raffigurare le vicende di Re Artù. L'esclusività di quest'opera non è tanto il soggetto, che si trova raffigurato in altre chiese, ma il fatto che si tratta della più antica rappresentazione della storia che sia mai stata realizzata in Italia. La rappresentazione risale algli inizi XII secolo, peccato che Goffredo di Monmouth scrisse l'Historia Regum Brittaniae solo 1138, cioè vent'anni dopo le raffigurazioni della Porta della Pescheria. Secondo gli scettici si tratta di una raffigurazione di Carlo Magno giunto a Modena nel 774, visto dai cittadini come un nemico conquistatore, secondo altre teorie storiche si tratterrebbe di un'altra evidente conferma del fatto che il Duomo di Modena fosse crocevia tra il nord e il sud Italia e le "primitive" leggende di Re Artù erano state trasmette oralmente, probabilmente da pellegrini del nord in direzione di Roma. 

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