Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca San Faustino / Via G. Luosi

Il "Fermi" festeggia 60 anni e guarda all'ampliamento del Ramazzini

Il futuro della scuola di via Luosi sarà nell'edificio antistante, che ospita attualmente una casa di cura in fase di trasferimento

Il futuro dell'istituto Fermi di Modena sarà al Ramazzini, nell'edificio del casa protetta, della quale è già previsto lo spostamento, situato proprio di fronte alla scuola. Lo ha annunciato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena, intervenendo all'incontro per celebrare, lunedì 26 febbraio, i 60 anni di attività dell'istituto tecnico.

Il Fermi con gli indirizzi di chimica, automazione e informatica, dal 2008 è cresciuto di quasi 400 studenti, arrivando ai 1.138 iscritti attuali ed ha un continuo bisogno di spazi.  Lo scorso anno la Provincia aveva messo a disposizione dell'istituto una nuova palazzina costruita a fianco dell'edificio attuale (dove ha sede anche il laboratorio agroalimentare) con un investimento di oltre 1,5 milioni di euro.

Ora per risolvere definitivamente questi problemi c'è l'ipotesi di una concessione in uso gratuito da parte del Comune di Modena alla Provincia, dello stabile del Ramazzini in via Luosi 130, come peraltro anticipato di recente da Muzzarelli al Consiglio comunale; oltre alle nuove aule del Fermi, l'edificio potrà ospitare anche classi di altri istituti tecnici della zona, anche loro in crescita. Le spese per adeguare l'edificio agli usi scolastici saranno a carico della Provincia.

L'istituto Fermi nasce nel 1957 da una intuizione dell’assessore alla Cultura e vice presidente della Provincia Rubes Triva allo scopo di accogliere una settantina di studenti che non avevano trovato posto al Corni. Il primo preside fu Pietro Guerzoni, giovanissimo docente di scienze naturali che accettò la sfida di fare crescere una nuova scuola insieme a un gruppo di insegnanti messi a disposizione dalle industrie; non essendo parificato il Fermi poteva scegliere liberamente i propri docenti e gli studenti migliori (la scuola era a numero chiuso con accesso solo con voti alti alle medie); fu il primo istituto tecnico modenese ad accogliere le ragazze, esce da qui nel 1963 la prima diplomata italiana in elettronica.

L'idea era di puntare sulle specializzazioni in chimica (anche per rispondere alle esigenze del distretto ceramico) ed elettronica, considerata la materia del futuro ma non presente a Modena, introducendo laboratori all’avanguardia, insegnanti professionisti oltre alle aperture pomeridiane, un'autentica novità per quei tempi.

Dall'anno scolastico 2008-2009 l'istituto è diventato statale con l'obiettivo di garantire alla scuola una prospettiva di stabilità e assicurarle un futuro certo nel sistema statale di istruzione superiore. Dal Fermi sono usciti professionisti e studenti protagonisti di brillanti carriere accademiche oppure che hanno scelto con successo altre strade come i musicisti Gaetano Curreri e Vinicio Capossela. 

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