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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Alluvione Modena, volontari Anpas dalla Lombardia e dal resto dell'Emilia

Il geologo Lizza: “Basterebbe una ricognizione e manutenzione di ciò che è già esistente per mantenere il territorio”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Oltre agli oltre 160 volontari delle pubbliche assistenze modenesi che stavano già operando sui territori colpiti da domenica 19 gennaio, su richiesta del Dipartimento di Protezione Civile, questa mattina (ieri, ndr) si sono attivate due colonne da altre pubbliche assistenze dell'Emilia e della Lombardia con idrovore e strumentazioni per interventi idrogeologici nelle zone colpite dall'allvuione. Dall'Emilia sono arrivate cinque unità con fuoristrada e pompa idrovora partiti dalla pubblica assistenza di Pianoro (BO) e una squadra di volontari (4 unità con fuoristrada) partiti dalla pubblica assistenza di Borgotaro (PR). Resta in preallerta e in contatto costante con il Dipartimento di Protezione Civile la sala operativa nazionale Anpas coordinata da Marco Lumello.

Carmine Lizza, geologo e responsabile protezione civile Anpas: «Oggi, purtroppo, il già fragile deflusso delle acque superficiali risulta molto lento, oltre che per la scarsa capacità di assorbimento dei terreni, anche a causa della sequenza sismica del 2012 che ha interessato proprio questi territori. Infatti le aree poste immediatamente a Nord dell'area inondata hanno subito un sollevamento di circa 15/20 cm durante la sequenza sismica in conseguenza della crescita dell'anticlinale di Mirandola, costituendo di fatto una barriera per il fragile sistema drenante presente. In altre parole il terremoto, oltre agli effetti disastrosi sulle costruzioni, ha anche rotto l'equilibrio idrodinamico dell'area: per poter drenare i milioni di metri cubi di acqua riversatasi sulla pianura sarà necessario programmare un intervento organico che tenga conto di questa nuova situazione morfologica. Il naturale flusso delle acque superficiali sarà sicuramente favorito, nei prossimi giorni dall'abbassamento del livello idrometrico dei Fiumi Panaro e Secchia che attualmente scorrono ad una quota superiore al piano campagna».

Riguardo alle segnalazioni del degrado degli argini del fiume Secchia nei giorni precedenti all'inondazione, in particolare quelle fatte dai volontari della pubblica assistenza di San Prospero, e al mancato intervento da parte delle autorità competenti, Carmine Lizza spiega: «per mantenere il territorio non ci sarebbe bisogno di aspettare la segnalazione dei volontari che chiedano la pulizia del canale perché di questo dovrebbe occuparsene l'ufficio tecnico comunale. Per mettere in sicurezza i territori spesso non ci sarebbe bisogno di fare nuove opere di ingegneria idraulica, ma basterebbe mantenere le opere fatte nel corso dei secoli. Per quanto importante sia l'opera puntuale dell'uomo nella mitigazione degli effetti, da sola non può garantire la sicurezza dell'intero territorio: è necessario che le istituzioni competenti impieghino una parte significativa dei fondi ordinari per effettuare innanzitutto una ricognizione puntuale dello stato di manutenzione delle opere idrauliche presenti e solo successivamente approntare, in tempi rapidi, un grande piano nazionale straordinario di pulizia e manutenzione del realizzato».

E' iniziato domenica 19, alle ore 9, l'intervento dei volontari delle pubbliche Anpas in seguito alla richiesta di uomini e mezzi per l'allarme in località San Matteo a Modena. Il dato per la sola giornata di domenica è di 28 mezzi, oltre cento volontari e circa cento missioni di trasporto sociale. La sala operativa regionale ANPAS è stata aperta immediatamente e da Bologna sono partiti due pulmini per il trasporto delle persone da evacuare. Come coordinamento provinciale di Modena sia delle Pubbliche Assistenze che di Protezione Civile, le pubbliche assistenze di Modena si sono subito attivate inviando in 20 minuti i primi 2 pulmini e 2 ambulanze. Di concerto con il 118, i volontari Anpas hanno evacuato la struttura protetta Sant'Anna e e trasportato i pazienti nell'ospedale di Baggiovara.

In questi giorni è stata creata una postazione congiunta Anpas e 118 dove vengono coordinati i trasporti sanitari e sociali comprese le evacuazioni di vari paesi: Bastiglia, Bomporto, Solara, San Michele e, dalla scorsa notte, una parte di finale Emilia. Il responsabile regionale di protezione civile Anpas è presente al COC di Bomporto per coordinare gli interventi.

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