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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Carpi

Amianto nell'acquedotto, Ausl boccia trattamento chimico: “Rischio legionella”

La sperimentazione del composto chimico isolante nei tubi idrici carpigiani non si farà, nonostante il via libera dell'Istituto Superiore di Sanità. Per l'Ausl c'è il rischio legionellosi. E l'Amministrazione chiede fondi per sostituire le condutture

Serve l'aiuto di Regione, Governo e Unione europea per sostituire le tubature dell'acqua a Carpi contaminate da fibre di amianto. Come indica lo studio di fattibilità presentato oggi in Comune, il piano vale 70 milioni di euro e prevede interventi nel territorio in un arco temporale di 10 anni. Atersir, l'ente di regolazione regionale del servizio idrico, non può autorizzare investimenti di tale portata, alla luce della ricaduta che avrebbero sulle tariffe dei cittadini. D'altra parte, i bilanci del Comune non prevedono ad oggi risorse disponibili. 

Una lettera al governatore Stefano Bonaccini, al premier Matteo Renzi e agli europarlamentari è già in partenza dal municipio a firma del sindaco Alberto Bellelli, che in questi mesi ha spesso tranquillizzato i cittadini e chiesto loro di non cedere agli allarmismi sull'amianto. Lo studio complessivo, disteso in 218 chilometri di rete più 61 di allacciamenti, verrà presentato presto in Consiglio comunale.

Non si procederà, invece, con l'avvio del trattamento nella rete acquedottistica: lo ha deciso l'Ausl, parlando di rischio legionellosi. La procedura prevedeva di immettere nella rete locale, dalla sua partenza alla centrale di Fontana di Rubiera, un formulato a base di fosfato monosodico alimentare e zinco: il tutto era stato ideato per favorire la formazione di una pellicola di idrossicarbonato di zinco ad effetto protettivo delle tubature, per ottenere una minore cessione di fibre di amianto nelle condotte.

L'Istituto superiore di sanità, dopo aver richiesto numerose analisi, anche dei singoli componenti che costituiscono il formulato, ha fornito parere favorevole sulla purezza del prodotto. E lo stesso Istituto ha fornito anche parere favorevole alla metodica per la determinazione dell'Atp (indicatore per verificare e monitorare l'eventuale presenza di flora batterica e quindi biofilm organico) proposta dal gestore Aimag. La metodica era stata proposta con l'obiettivo di monitorare il possibile sviluppo di biofilm, in riferimento al rilievo evidenziato dall'Istituto di Sanità, nelle prime comunicazioni sul progetto del trattamento.

Tuttavia, nei giorni scorsi l'Ausl ha ribadito di non ritenere opportuno procedere con il trattamento in quanto, riporta il Comune in una nota, "nella provincia di Modena, e in particolare nel distretto di Carpi, come in altri territori della regione, nel corso della seconda metà del 2014 si è verificato nella popolazione un aumento dei casi di legionellosi". E la legionella, aggiunge l'azienda sanitaria, "è uno dei microrganismi patogeni che più facilmente può svilupparsi nel biofilm, in presenza di sostanze nutrienti". Aimag ha proposto quindi la sperimentazione del trattamento, secondo i protocolli autorizzati dall'Istituto Superiore di Sanità, in un tratto di rete in cemento amianto dismesso e ha richiesto all'Ausl di condividerne "metodologie, percorso e risultati". (DIRE)

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