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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Ospedale Universitario / Via del Pozzo, 71

Animalisti contro Università, sfida semantica sulla vivisezione

Reazione degli animalisti alle illustrazioni e alle dichiarazioni dei ricercatori: "L'università perde di credibilità". E sul concetto di "vivisezione" nasce una querelle figlia di due mondi che non possono comprendersi

“Oggi l'Ateneo modenese riesce ancora a perdere credibilità con le dichiarazioni dei suoi responsabili". Così la Lav di Modena commenta le dichiarazioni rilasciate ieri, in conferenza stampa, da Paolo Nichelli, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università e da Renata Battini, direttore del Centro Servizi stabulario interdipartimentale, che hanno fatto il punto sulla situazione dei primati presenti nello Stabulario. Evidentemente, le spiegazioni fornite circa le metodiche sperimentali cui vengono sottoposti i macachi non hanno per nulla convinto gli animalisti.

Per la Lav "pare di vederli i buoni vivisettori, immobilizzare un macaco nell'apparecchio di contenzione, creare una breccia ossea nel suo cranio e inserire gli elettrodi, ovviamente senza anestesia, ma con tanta empatia", mentre "un'altra bella favola è quella della vivisezione che non esiste", sottolinea l'associazione animalista, sottolineando come "vivisezione e sperimentazione animale sono sinonimi", e "vorremmo chiedere cosa bisogna fare di più a un animale vivo e cosciente, perchè si possa parlare di vivisezione".

A non andare giù all'associazione anche le dichiarazioni dei referenti dell'Università secondo cui gli animalisti, invece che protestare contro “una cosa che non esiste” (la vivisezione ndr), farebbero meglio a impiegare energie e fondi per approfondire la ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione animale. “Questi luminari della scienza non sanno che è esattamente ciò che ha fatto la Lav di Modena in passato, acquistando e poi regalando alla Facoltà di Scienze metodi per superare la vivisezione a scopo didattico", concludono gli animalisti, "e speriamo che l'Università di Modena invece di polemizzare con le associazioni, investa di più nell'aggiornamento tecnologico per trovare una via alternativa alla sperimentazione animale". (DIRE)

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