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Amministra da anni condomini “in nero”, evade un milione di euro e deruba i clienti

La Finanza ha incastrato un professionista modenese, completamente sconosciuto al fisco. Nella sua attività si era appropriato anche  di 170mila euro dei condomini ignari. Ha già restituito all'Erario 900mila euro

I finanzieri del Gruppo di Modena hanno individuato un professionista modenese completamente sconosciuto al fisco. L'uomo non aveva infatti mai presentato le dichiarazioni nonostante da anni fosse amministratore di ben 76 complessi condominiali, situati in diversi comuni della provincia di Modena. Un evasore totale, dunque, che è stato individuato grazie anche all’incrocio dei dati informatici dell’Anagrafe Tributaria, che hanno fatto emergere una ricchezza patrimoniale, sia immobiliare che mobiliare, per alcuni milioni di euro, a fronte dell’assenza di redditi dichiarati al fisco. 

L’esame della contabilità “in nero” ha consentito alle Fiamme Gialle di Modena di ricostruire la posizione fiscale del professionista, segnalando agli uffici finanziari, per gli anni d’imposta dal 2009 al 2015, compensi non dichiarati per oltre un milione di euro ed un’evasione IVA di quasi 200mila euro. Una volta vistosi scoperto, l'amministratore ha collaborato con i finanzieri e ha già accettato di versare all’Agenzia delle Entrate una somma di circa € 900.000,00 a titolo di imposte, sanzioni ed interessi.

Non solo. Durante le ispezioni è stato scoperto che il professionista si era appropriato indebitamente delle somme, pari ad oltre € 170.00,00, affidategli dai condomini amministrati: tasse a carico dei residenti che l'amministratore non aveva mai versato all'Erario.

Per questi fatti – nonostante la parziale restituzione – il professionista è stato denunciato per i reati di appropreiazione indebita e omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette ed IVA. Sulla base dei reati ipotizzati, il Sostituto Procuratore Marco Imperato, che ha coordinato le indagini, ha disposto il sequestro del profitto dei proventi illeciti pari a circa 530mila euro, integralmente individuato sui conti correnti bancari della persona indagata.

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