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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Sacca / Via Alessandro La Marmora

Andrea e Senad, ancora 48 ore di attesa per il verdetto

Nel giro di due giorni, il giudice di pace dovrebbe sciogliere la riserva sui fratelli sassolesi-bosniaci rinchiusi al Cie di via La Marmora. Il caso potrebbe approdare in Cassazione

Nuova udienza per il caso Andrea e Senad, i due fratelli nati a Sassuolo da genitori bosniaci ora richiusi nel Cie di Modena. Su di loro pesa il prolungamento del trattenimento a 18 mesi secondo l’articolo 14 comma quinto del "pacchetto sicurezza", motivato da un permesso di soggiorno emesso a Rovigo che fa fede al loro inserimento nel passaporto dei genitori risalente al 1998, quando ancora esisteva ex Jugoslavia. Il giudice di pace toglierà la riserva entro 48 ore pronunciandosi sull’eventuale trattenimento o sulla scarcerazione richiesta dall’avvocato Luca Lugari che si è appellato all’incostituzionalità dello stesso. L’avvocato, inoltre, ha espresso l'intenzione di portare il caso in Cassazione.

ASSURDO - All'uscita dal Tribunale, Cécile Kyenge, responsabile regionale del forum immigrazione del Pd e portavoce nazionale della rete Primo marzo, in merito ad Andrea e Senad, ha bollato come un'assurdità motivare "una limitazione della libertà personale riferendosi a uno stato attualmente inesistente per ovvie ragioni storico politiche: la Bosnia non li ha mai censiti, a differenza dell’anagrafe italiana che attesta i documenti comprovanti la loro nascita a Sassuolo – ha dichiarato - ed è ugualmente atroce che la legislazione nazionale permetta che si prolunghino i tempi di permanenza nei Cie oltre l’anno che è il tempo massimo concesso anche ai carcerati che sono in attesa di processo per reati penali gravi".

UNHCR - Bocciatura, da parte di Cécile Kyenge, anche per i Centri di Identificazione ed Espulsione: "I Cie si riconfermano essere carceri etniche degne delle leggi razziste dove viene rinchiuso chiunque, anche se nato in Italia - ha aggiunto - Si deve fare chiarezza sulla tipologia della persone rinchiuse nei centri cercando di capire quanti siano gli Andrea e Senad privati dei diritti e della libertà personale. Per accertare il loro stato di apolidìa si sta attualmente interessando al caso anche l’ufficio nazionale dell’Unhcr sui rifugiati che mi ha contattata la scorsa settimana perché è un rischio che grava su altri casi”.

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