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Prelievi con il bancomat rubato, l'Arbitro Bancario "condanna" Poste Italiane per il mancato SMS di allerta

La disavventura di una cittadina modenese si è conclusa con una decisione significativa dell'organismo competente, che ha evidenziato la responsabilità di Poste Italiane in una materia a volte ancora controversa

Per nove giorni, lo scorso anno, una cittadina modenese era stata ricoverata per un intervento chirurgico in un Ospedale di Cesena. Mentre era in sala operatoria le era stato sottratto il portafoglio con il contante, i documenti ed una “Carta libretto”, il Bancomat di Poste Italiane. Solo al momento delle dimissioni si era accorta del furto, e aveva proceduto immediatamente a bloccare la carta ed a sporgere denuncia. Purtroppo la carta era già stata utilizzata dai ladri, che avevano effettuato in ognuno dei giorni successivi al furto cinque prelievi, per complessivi 2.400 euro. 

La vittima si era rivolta a Federconsumatori Modena, e l'associazione aveva presentato reclamo per il disconoscimento delle operazioni, che Poste Italiane negava, sostenendo che la signora aveva tenuto un comportamento "gravemente colposo", conservando il PIN insieme alla carta. La modenese sosteneva invece il contrario, vale a dire che i ladri non potrvano essere venuti a conoscenza del PIN. Un caso piuttosto frequente e che genera spesso e volentieri controversie con gli istituti di credito, ma che in questo caso ha generato una significativa pronuncia da parte dell'Arbitro Bancario Finanziario, cui Federconsumatori si è rivolta.

L'organismo ha infatti attribuito a Poste Italiane la responsabilità di non avere predisposto sistemi di sicurezza e di allerta, quali l'SMS Alert. In particolare il Collegio Arbitrale ha sostenuto che la mancata attivazione (o il mancato funzionamento) di un sistema di SMS Alert è responsabilità del soggetto gestore della carta, in questo caso Poste Italiane. Ancora, il Collegio ha precisato che l'attivazione di un sistema di SMS Alert è un obbligo, superabile soltanto di fronte ad un rifiuto esplicito del cliente. Nel caso in questione Poste Italiane non aveva proposto nulla alla cliente modenese. La decisione ha quindi accolto le richieste di Federconsumatori, ma a fronte della possibile leggerezza nel conservare il PIN assieme alla carta (negato dalla signora), il risarcimento è stato limitato a 1.800 euro, ai quali si aggiungevano 220 euro di contributo spese.

"Una buona decisione, quella del Collegio, che nel passato non sempre aveva riconosciuto le ragioni dei cittadini, in particolare quando il gestore della carta era una banca", commenta Federconsumatori, che parallelamente ricorda le buone prassi da seguire per scongiurare prelievi fraudolenti a seguito del furto delle proprie carte. Ecco alcuni consigli:

  • Mai e poi mai conservare il PIN nello stesso luogo dove si conserva anche la carta.
  • Contenere il massimale giornaliero, se non è indispensabile disporre frequentemente di cifre maggiori.
  • Ci sono luoghi dove i ladri sono sempre pronti: bisogna mantenere alta l'attenzione nei luoghi affollati, nei supermercati, negli ospedali, nei parchi, davanti alle scuole, nei cimiteri. Conservare nel baule, cruscotto o sotto il sedile dell'auto il proprio portafoglio è sempre una pessima idea.
  • Se non ricevete un SMS Alert dopo un prelievo potreste avere sottoscritto, senza saperlo, la vostra indisponibilità a riceverli. Spesso si firmano molte cose di cui non si ha una esatta conoscenza. Se avete ancora i documenti potete verificare, oppure sentite direttamente in Banca o in Posta. Il nostro consiglio è quello di attivare il servizio, che per alcune banche è gratuito.


*L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

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