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Video dell'arresto concitato in piazzale Redecocca, archiviata la denuncia per diffamazione

Il Tribunale di Modena ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal PM per la donna che aveva postato sui social il video in cui si sentono commenti offensivi. "Non erano diretti ai singoli agenti, ma genericamente al Corpo"

Il 5 aprile dello scorso anno piazzale Redececocca era stata teatro di un intervento degli agenti della Volante e della Polizia Locale, che avevano tratto in arresto un 29enne che si era reso protagonista di due violente aggressioni e di danneggiamenti. Gli agenti avevano adottato modi particolarmente energici per placare lo straniero, in stato di alterazione psicofisica, prima utilizzando lo spray urticante e poi immobilizzandolo e ammanettandolo a terra. L'intervento aveva attirato l'attenzione di diversi cittadini presenti nella zona, alcuni dei quali avevano anche ripreso la scena con il telefono per poi postarla sui social.

Agenti insultati durante l'arresto e sul web, denunciati gli utenti social

Diversi testimoni avevano lamentato l'eccessiva veemenza dell'intervento delle forze dell'ordine e in qualche caso si erano aggiunti insulti. La diffusione online dei filmati aveva poi amplificato il tutto, come sempre accade. Di fronte alla presenza di questo video, alcuni poliziotti e lo stesso sindacato della Polizia Locale Sulpl aveva denunciato alla Procura l'autrice del filmato, ipotizzando il reato di diffamazione.

Tuttavia, il Pm Pasquale Mazzei ha ritenuto insussistenti le accuse e ha proposto l'archiviazione. Il sindacato si è però opposto e la vicenda è finita davanti al giudice, il dott. Andrea Romito. La sentenza conferma però l'archiviazione chiesta dalla procura. La residente che ha girato il video, difesa dall'avvocato Antonio Malagoli, non dovrà quindi rispondere di alcun reato, nonostante nel filmato siano chiaramente individuabili delle offese. Come mai? Il Gip, così come il Pm prima di lui, hanno ritenuto che le offese non fossero direttamente rivolte agli agenti che si trovavano sul posto, bensì più in generale al Corpo di appartenenza.

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