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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Foto e video pedopornografici in rete, sgominata una banda

Quattro persone in manette nell'inchiesta condotta dalla Procura di Venezia. C'è anche un quarantenne modenese

Quattro persone arrestate e sedici denunciate per divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico. È questo il risultato di "Cassandra", una vasta e complessa operazione della Polizia Postale di Venezia, coordinata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e dalla Procura di Venezia, con la quale è stata sgominata una rete di pedofili italiani che scambiava su Kik, app di messagistica usata dai più giovani, immagini e video frutto dello sfruttamento sessuale di minori. Diversamente dal più noto WhatsApp, dove l’utente è immediatamente identificabile a mezzo l’utenza cellulare, va ricordato che KIK permette l’accessibilità dal proprio smartphone, con un mero account. 

L'attività di indagine è partita dall'analisi dei dati informatici e delle chat del social network. Gli investigatori hanno isolato le posizioni  geografiche dei singoli nickname e recuperato per ognuno degli utenti il materiale condiviso e gli IP utili per lo svilippo delle indagini e la loro successiva identificazione: si tratta di impiegati, camerieri e operai tra i 23 e gli oltre 60 anni di età.

Nello specifico, a finire in manette sono stati un 60enne di Mantova, un 30enne di Brescia, un 40enne di Modena e un 50enne trentino.

Gli agenti hanno sequestrato decine di telefonini e computer, dalla cui successiva perquisizione informatica sono stati trovati i riscontri sul possesso del materiale pedopornografico e la presenza su gruppi social per lo scambio di foto e video. In fase di perquisizione, gli investigatori sono risaliti anche a canali Telegram già noti per lo scambi di materiale pedopornografico o connesso al revenge porn. Le attività di perquisizione, anche informatica, effettuate dal personale della Specialità e coordinate dal Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno fornito riscontri ampiamente positivi, consentendo di appurare il coinvolgimento dei soggetti individuati nel corso delle indagini.

Al termine delle attività è stato posto sotto sequestro, a disposizione dell’A.G. procedente, un cospicuo numero di dispositivi informatici utilizzati dai soggetti per l’archiviazione e la veicolazione dei file immagine e video di natura pedopornografica unitamente a numerosi spazi cloud.

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