Traffico di migranti dalla Turchia, sgominata una banda con base a Carpi

Sette arresti, tra cui il titolare di un bar che fungeva da base logistica per il gruppo. Accertati una trentina di accessi illegali dalle frontiere marittime e terrestri italiane, grazie a "tassisti" e documenti falsi. Ogni viaggio veniva pagato oltre 3mila euro

Un'organizzazione autonoma e molto intraprendente, che si occupava di organizzare viaggi "sicuri" per immigrati clandestini provenienti dalla Turchia, accompagnati fino in Italia o in altri paesi europei. E' quello che hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia di Carpi in un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, a seguito della quale è stata eseguita all'alba di oggi un'ordinanza cautelare che ha portato all'arresto di sette persone, tutte residenti a Carpi.

I soggetti, come detto, sono accusati a vario titolo di aver costituito un’associazione a delinquere che si occupava dell'ingresso illegale e del trasporto di cittadini stranieri, ciascuno con una precisa mansione. Al vertice dell'organizzazione è stato individuato un cittadino italiano di 45 anni, gestore del bar "Eternity" di Carpi, ma anche un 39enne turco cui spettava il compito di reclutare i clandestini da trasportare, dare direttive agli autisti e agli accompagnatori per i viaggi e la raccolta del denaro, fissare le tariffe per le persone trasportate, ordinare il recupero delle quote, munire i migranti di documenti falsificati.

Insieme a loro sono stati arrestati gli autisti e gli accompagnatori e le "staffette", tutti di Carpi. Si tratta di altri tre cittadini italiani, un turco e un albanese. Nel corso della perquisizone di questa mattina sono stati sequestrati a carico di uno straniero coinvolto nel traffico anche mezzo chilogrammo di cocaina e un fucile a canne mozze detenuto illegalmente.

La maggior parte dei migranti trasportati veniva "agganciata" tramite contatti diretti con connazionali e raccolta prevalentemente intorno al valico greco di Kakavia, per poi essere spesso concentrata in abitazioni adattate a dormitori di fortuna nelle notti di vigilia dei viaggi nei pressi del porto turistico di Atene o di Igoumenitsa, a ridosso del confine albanese. Da qui i migranti raggiungevano l'Italia attraverso tragehtti di linea o imbarcazioni private, o addirittura via terra, risalendo in auto la penisola balcanica. Il viaggio costava fra i 3.000 e i 5.000 euro, in base alle mete prefissate, che potevano essere i porti di Bari, Brindisi e Ancona, ma anche la stessa Emilia-Romagna o addirittura i paesi esteri. Sono stati infatti documentati viaggi fino in Austria, Germania, Slovenia o Francia. In programma vi era anche il trasporto di circa trenta migranti con un peschereccio ormeggiato a Trebisacce (CS), che è stato bloccato dall'Arma.

Nel corso dell’indagine - condotta dai sostituti procuratori Orsi e Amara - si anche è registrata una proficua collaborazione con le autorità greche grazie alla quale, nel mese di ottobre 2019, la polizia ellenica ha messo fine ad uno dei tanti viaggi della speranza organizzati dagli arrestati. Nell’occasione uno degli autisti – un 23enne carpigiano – è stato arrestato nel porto di Igoumenitsa mentre, assieme ad una famiglia turca di quatteo persone, era in attesa di imbarcarsi sul traghetto che li avrebbe portati a Bari.

La Procura di Bologna 1, concordando con le risultanze investigative emerse dopo più di sei mesi di indagine, ha ottenuto dal Tribunale l’emissione di una ordinanza che ha disposto, nei confronti di tre associati, la custodia in carcere e nei confronti dei restanti gli arresti domiciliari. Per le catture e le numerose perquisizioni sono stati impiegati oltre quaranta Carabinieri ed elicotteri del Nucleo Carabinieri di Forlì.

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