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Cronaca Castelfranco Emilia

Gioco d'azzardo: i soldi dei Casalesi dalle slot machine di Castelfranco

Il circolo privato Matrix di Castelfranco Emilia, gestito da un 37enne ritenuto responsabile di alcuni investimenti del clan in Regione, celava una sala giochi clandestina con slot machine modificate che alimentavano il giro d'affari milionario dell'organizzazione

La Procura di Napoli è andata in "all in" e ha vinto il piatto a mani basse in quella che è stata un'indagine capace di condurre a una serie di arresti e a un sequestro di proporzioni colossali a danno del clan dei Casalesi: 57 persone in manette e 450 milioni di beni di proprietà o riconducibili a soggetti o prestanome di riferimento del clan dei Casalesi sono stati confiscati in diverse province italiane nell'ambito dell'"Operazione Rischiatutto" condotta dal Ros dei Carabinieri di Napoli, la Squadra Mobile e il Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone e al Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa.

ACCUSE - Tra le varie accuse a carico degli arrestati figurano la partecipazione e il concorso esterno in associazione a delinquere di stampo camorristico, l'associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo dell'attività di gioco e scommese, l'illecita concorrenza con violenza e minacce, la truffa aggravata ai danni dello stato e altri reati molti dei quali aggravati dalle finalità mafiose. Tra le province "coperte" dal sodalizio criminale attivo soprattutto nel campo del gioco d'azzardo figurano Caserta, Napoli, Frosinone, Catania, Reggio Emilia e Modena. Proprio nella nostra provincia, per la precisione a Castelfranco Emilia, aveva preso sede una delle figure tratte in arresto stamattina: Antonio Noviello, 37 anni, originario di Casal di Principe, provincia di Caserta.

CASTELFRANCO - Stando alla ricostruzione della Procura, l'uomo sarebbe ritenuto responsabile delle gestione delle sale da gioco e di alcuni investimenti in Emilia Romagna, oltre il gestore del circolo privato Matrix di Castelfranco Emilia, una copertura per quella che in realtà era un locale adibito al gioco d'azzardo con slot machine modificate con lo scopo di eludere i controlli dell'autorità competente e collegamenti clandestini con siti di gioco on-line riconducibili all'organizzazione criminale. Per l'installazione e la manomissione delle apparecchiature, Noviello aveva fatto affidamento su un'impresa modenese, la Gari Srl, il cui amministratore unico, il 61enne Antonio Padovani, originario di Catania e anch'egli tratto in arresto, è risultato contiguo alla famiglia mafiosa del clan Santapaola. Mediante le postazioni telematiche installate all'interno del finto circolo, sono poi stati realizzati collegamenti clandestini con siti web finalizzati alla gestione del gioco on-line: www.europagrancasino.com e www.dollarocasino.com. I server di questi siti web erano fisicamente dislocati in Romania nelle disponibilità di società costituite dalle stesse persone indagate.

BUSINESS - Il denaro raccolto da questa attività illecita? Veniva totalmente reimpiegato in attività imprenditoriali e acquisizioni di complessi immobiliari in Emilia Romagna, commercio di automobili e orologi preziosi. Per avere un'idea del volume di affari sviluppato a livello nazionale, basti pensare a quanto sequestrato dal Ros di Napoli: 280 vetture tra cui una ferrari 550 Maranello e una Ferrari F-355, due imbarcazioni da diporto, 347 immobili tra ville, appartamenti, locali commerciali e terreni, 148 aziende, 247 rapporti bancari e quote societarie per un valore nominale di oltre un milione di euro.

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