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Ai domiciliari nasconde una donna sotto il letto, arrestati dopo uno scontro con gli agenti

Arrestati dalla Polizia di Stato un 39enne e una 43enne per violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Lui si trovava ai domiciliari e non avrebbe potuto ricevere visite

Nella mattinata di ieri gli agenti del Commissariato di Polizia di mirandola hanno proceduto ad un controllo di un cittadino albanese 39enne, sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Un'attività che si svolge ciclicamente per verificare il rispetto della misura applicata dal giudice.

Giunti presso la sua abitazione, i poliziotti hanno notato una donna affacciata al balcone dell’appartamento dello straniero. Gli agenti sono quindi saliti per chiedere spiegazioni, ma nel corso delle verifiche il 39enne ha negato la presenza della signora.

Gli agenti hanno quindi ispezionato le varie stanze, trovando la donna accovacciata sotto un letto. Alla richiesta di farsi identificare, lei ha iniziato ad urlare e a dare in escandescenza, colpendo con due schiaffi un agente. Nel contempo l’albanese, al fine di distrarre gli operatori e permettere alla donna di scappare, dapprima ha colpito il tavolo della cucina con pugno talmente forte da farlo quasi ribaltare, poi si è scagliato contro gli agenti facendone rovinare uno a terra sulle scale. La colluttazione è stata molto violenta.

In ausilio della Volante è sopraggiunta un’altra pattuglia che ha bloccato la donna nell’androne del palazzo in procinto di uscire dal portone.

Una volta placati gli animi e riportata alla tranquillità la situazione, i poliziotti hanno richiesto l’intervento di due ambulanze. I due operatori aggrediti, refertati presso l’ospedale di Mirandola, sono stati dimessi uno con prognosi di trenta giorni e l’altro di dieci giorni; l’albanese e la donna, rispettivamente con trenta e due giorni di prognosi.

La reazione dei due malviventi era dipesa dal fatto che l’uomo, sapendo che tra le prescrizioni impartite ai detenuti sottoposti al regime degli arresti domiciliari vi è il divieto di associarsi a persone pregiudicate, voleva evitare che la donna, gravata da precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti, venisse identificata, mettendo in discussione il beneficio attribuitogli dal Tribunale di Sorveglianza.

I due sono stati arrestati per violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e trattenuti presso le camere di sicurezza della locale Questura, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

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