Cronaca

Lo spaccio "liquido" dei tunisini senza fissa dimora, 36 indagati e 10 arresti

Sgominata una rete dedita allo spaccio, che coinvolgeva decine di immigrati senza fissa dimora. Un lavoro che ha impegnato la Squadra Mobile per quasi due anni

Non una vera e propria associazione a delinquere con una struttura rigida definita, ma un'attività di spaccio di droga "liquida", per dirla parafrasando il compianto Bauman. Questo è lo scenario su cui ha indagato nell'ultimo anno e mezzo la sezione Narcotici della Squadra Mobile di Modena, scoprendo una rete di spacciatori capace di movimentare grandi quantitativi di merce e di raggiungere capillarmente i clienti di Modena e provincia. 

Gli investigatori della Questura, coordinati dal Pm Marco Imperato, hanno infatti pazientemente e sapientemente ricostruito le connessioni fra le decine di stranieri di origine nordafricana fermati dal 2016 ad oggi in particolar modo nei parchi cittadini, arrivando appunto a definire l'esistenza di una associazione informale dedita al commercio di ogni genere di stupefacente. Basti pensare che nel complesso sono stati sequestrati 11 kg di eroina, 3 di cocaina, 1 di hashish, ben 49 di marijuana e circa 50.000 euro in contanti.

L'inchiesta ha coinvolto ben 36 persone e ha portato all'emissione di una misura di custodia cautelare in carcere a carico di 10 di queste, accmunate da due tratti caratteristici: tutti gli arrestato sono infatti di nazionalità tunisina e vivono a Modena senza fissa dimora. Due di loro erano già in carcere per precedenti arresti, mentre gli altri 8 sono stati rintracciati - non senza fatica - dai poliziotti e condotti dietro le sbarre del carcere di Sant'Anna. L'accusa è di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

I pusher coinvolti nell'inchiesta operavano nelle principali piazze locali, dal parco Pertini al parco XXII Aprile, passando anche per l'area del Novi Sad, prima che questa venisse monopolizzata dagli spacciatori di origine centrafricana. Eroina e cocaina erano il "core business", ma la diversificazione consentiva di raggiungere una clientela molto vasta. La  movimentazione della droga avveniva spesso a bordo di auto e presupponeva contatti ramificati anche in altre province italiane.

Pur non esistendo una vera e propria affiliazione all'organizzazione, il reclutamento di nuovi pusher non appariva difficoltoso, sfruttando i canali dell'immigrazione clandestina e offrendo un'opportunità di guadagno "facile". Ogni soggetto gestiva in proprio gli affari illeciti, ma nel complesso godeva dei benefici di un sistema ampio e ben radicato di approvvigionamento delle sostanze.

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