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Cronaca Castelfranco Emilia

Spaccio a Castelfranco Emilia, venti persone in manette nella notte

Si è conclusa dopo ben 2 anni e mezzo l'operazione "Garibaldi" condotta dai Carabinieri, che ha portato all'esecuzione di ordinanze nei confronti di 20 persone, responsabili di spaccio a Castelfranco e zone limitrofe

Più di 150 militari della Compagnia Carabinieri di Modena, supportati da unità cinofile e da elicotteri, stanno eseguendo dalle prime ore della notte una vasta operazione nelle province di Modena, Bologna, Bergamo e Campobasso, in esecuzione di ordinanza restrittiva emessa dal GIP del Tribunale di Modena nei confronti di 20 persone ritenute responsabili del reato di spaccio e concorso nello spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione, ribattezzata “Garibaldi” dal nome dell’ omonima piazza del Comune di Castelfranco Emilia al centro dell’indagine, arriva a conclusione di un’impegnativa attività investigativa, coordinata dalla Procura di Modena e condotta dalla Tenenza di Castelfranco Emilia dal mese di novembre 2013. Già negli ultimi due anni erano finite in manette ben 21 persone, identificate di volta in volta durante compravendite con i clienti castelfranchesi: proprio la somma di queste indagini ha permesso di scoprire i dettagli dell'organizzazione del mercato locale degli stupefacenti.

UN GRUPPO INFORMALE – Tra i venti arrestati vi sono sia spacciatori comuni che di livello superiore, cioè in grado di approvigionarsi di hashish e cocaina e smercialo a loro volta ad altri pusher. Tuttavia, i Carabinieri non hanno contestato il reato di associazione a delinquere, perchè non esisteva un coordinamento strutturato, bensì una costante collaborazione e uno scambio di informazioni e partite di droga, tale non non permettere di parlare di una “banda”. Le consegne avvenivano previo accordo telefonico, sia all'aperto che in locali pubblici, sempre in modo “itinerante”, per scansare i sospetti. Ogni spacciatore, compresi i fornitori, si muoveva di volta in volta su quantitativi esigui, per ridurre al minimo le ricadute penali. Lo testimonia il fatto che gli arresti avvenuti nel tempo non avevano interrotto l'attività, ripresa dopo qualche giorno dal rilascio.

IL MERCATO - Molti dei soggetti destinatari delle misure restrittive offrivano un servizio di “rifornimento” attivo 24 ore su 24, disponendo quindi di un grande quantitativo di stupefacente, la cui cessione illegale costituiva per loro la principale fonte di reddito. “Piccoli” spacciatori che diventano così “grandi” spacciatori, se consideriamo che in alcuni casi l'Arma ha monitorato addirittura 24 cessioni in un giorno e 400 in un mese. I clienti erano delle più disparate estrazioni sociali, da facoltosi imprenditori – per i quali si arrivava fino al rprezzo di 70 euro per mezzo grammo di polvere bianca - fino a disoccupati e tossicodipendenti cronici.

IL VIDEO E LE INTERCETTAZIONI

ARRESTI - Dopo aver documentando migliaia di illecite cessioni, soprattutto di cocaina - circa 2 kg di droga complessivamente già sequestrata – e dopo aver raccolto tutti gli elementi, i Carabinieri hanno fatto scattare la retata. In totale sono venti le persone fermate, di cui 14 agli arresti in carcere e ai domiciliari e altri 6 colpiti da misure restrittive minori. Il gruppo era composto da italiani, marocchini e tunisini, quasi tutti con precedenti penali. Un'altra decina di persone è poi stata denunciata a piede libero per reati collaterali. Gli arresti hanno riguardato anche il bergamasco e Campobasso, oltre ai comuni di Valsamoggia, Bazzano e Anzola: il nucleo forte risiedeva però tra Castelfranco e Castelvetro.

CAMORRA – Tra gli arrestati ci sono anche due nomi già noti alle cronache locali e strettamente legati alle infiltrazioni camorristiche dei casalesi sul territorio modenese. In carcere sono finiti infatti Salvatore Noviello e Salvatore Lionetti, quest'ultimo già arrestato per estorsione con metodo mafioso. I Carabinieri, tuttavia, non hanno trovato indizi che possano far pensare a un coinvolgimento diretto della camorra casertana negli affari di questo gruppo di pusher, ma sono in corso approfondimenti per risalire all'origine delle sostanze stupefacenti.

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