Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Altro colpo inflitto allo spaccio di shaboo, tre arresti e mezzo chilo di cristalli sequestrati

Nel corso di un'operazione pianificata la Squadra Mobile di Modena ha individuato due cittadini nigeriani e un filippino dediti al commercio di metanfetamina. Calano i prezzi e il mercato si allarga

Segnali sempre più preoccupanti arrivano dal fronte del consumo e dello spaccio di shaboo, la metanfetamina in cristalli che sta conoscendo una vera fase di boom a Modena. Grazie all'attento lavoro della Squadra Mobile si susseguono gli arresti e i sequestri di droga, ma il mercato in forte espansione rappresenta sicuramente un aspetto sul quale riflettere, come lo stesso Questore Santarelli ha voluto sottolineare oggi presentando l'ultima operazione degli investigatori della Questura.

Ieri, infatti, è statao predisposto un servizio antidroga all'interno dell'operazione "Alto impatto", svolta congiuntamente dalla Mobile di Modena e dal reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia. E' stata l'occasione per dare seguito alle indagini svolte nelle scorse settimane sul conto di alcuni stranieri individuati come possibili spacciatori.

Intorno alle ore 16 gli agenti in borghese hanno pedinato un cittadino nigeriano, che ha lasciato il propio appartamento di viale Ciro Menotti per raggiungere in autobus il parco Pertini, dietro al teatro Storchi. Qui si è incontrato con alcuni connazionali e poi ha fatto ritorno a casa, sempre seguito a distanza dai poliziotti. Gli agenti sono intervenuti per bloccarlo proprio sotto casa e lo hanno trovato in possesso di ben 800 euro dei quali non sapeva giustificare la provenienza.

E' quindi scattata la perquisizione dell'appartamento, dove si trovava anche il fratello del nigeriano: in un armadio sono stati rinvenuti ben 482 grammi di shaboo, suddivisi in diversi involucri, nonchè bilancini di precisione, denaro contante cellulari e materiale per confezionare le dosi. Per i due stranieri sono scattate le manette e il trasferimento in carcere: si tratta di un 49enne e di un 51enne, immigrati regolari con permesso rilasciato dalle autorità spagnole.

Poco più tardi i poliziotti si sono spostati in centro storico, per mettere sotto osservazione un garage situato in via della Cerca (zona Pomposa), dove da tempo era stato segnalato un viavai sospetto. Nel tardo pomeriggio due giovani italiani sono arrivati con un taxi, sono scesi e sono entrati per un attimo all'interno dell'autorimessa, la cui serranda era parzialmente alzata, per poi uscirne poco dopo. L'intestatario del garage, un cittadino filippino di 37 anni, è stato individuato e pedinato da due agenti in bicicletta, nel tragitto tra casa e il parco XXII Aprile e ritorno. Dopo che l'uomo è rientrato nel garage, i poliziotti hanno fatto irruzione e lo hanno sorpreso proprio mentre era intento a scaldare alcuni cristalli di metanfetamina per preparare una dose. Anche per lui è scattato l'arresto e la merce, per un peso di 16,32 grammi, è stata sequestrata.

La droga rinvenuta ieri avrebbe fruttato circa 34.000 euro una volta venduta al dettaglio, in virtù del fatto che il prezzo dello shaboo è ormai arrivato in media a 70 euro al grammo. Un calo considerevole se pensiamo che appena un anno fa si attestava sui 100 euro. Questa droga sintetica, per altro, viene venduta in frazioni di grammo, dal momento che basta scaldare e inalare una minima quantità per ottenere un effetto, per altro devastante. Il crystal meth, come è anche definito, sta raggiungendo una platea sempre più vasta di giovani, che vivono questa sostanza relativamente nuova per il mercato locale come un'alternativa all'eroina. Un'alternativa "semplice" sia perchè evita l'iniezione, sia perchè viene - erroneamente - percepita come in grado di creare minor dipendenza.

Una "analisi di mercato" dello shaboo, oltre al fenomeno del consumo, deve per forza considerare anche un altro fattore decisivo, vale a dire l'ingresso prepotente della criminalità nigeriana nello smercio dei cristalli, fino a qualche mese fa ad unico appannaggio degli immigrati filippini. La produzione stessa dei cristalli, attraverso strumenti da laboratorio piuttosto rudimentali, si è spostata dal monopolio del sud-est asiatico direttamente in Europa, aprendo ulteriori prospettive: proprio su questo filone di inchiesta saranno chiamati ad intervenire in futuro le forze dell'ordine.

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