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Bancarotta fraudolenta, di nuovo in carcere Rocco Ambrisi. Altre 12 misure cautelari

Il 46enne sassolese tratto in arresto dalla Guardia di Finanza, che ha anche individuato una banda composta da modenesi., campani e irsinesi, accusati di vari reati fiscali

Nuovo colpo della Guardia di Finanza di Modena, che proprio questa mattina all'alba ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Modena – dott. Andrea Scarpa - su richiesta della Procura della Repubblica,nei confronti di 13 persone. Si tratta della conclusione di un'indagine che vede coinvolte 19 persone per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta all’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indefinita di delitti di natura fiscale, fallimentare e trasferimento fraudolento di valori.

In cima alla lista degli indagati, oggi in carcere, è un nome molto noto della criminalità locale, Rocco Ambrisi, il 46enne sassolese già al centro dell'inchiesta degli "Intoccabili" per usura ed estorsione.

Le complesse indagini – coordinate dal Sostituto Procuratore, Dott.ssa Claudia Natalini – hanno rivelato la presenza un gruppo criminale composto da soggetti di origini modenesi, irsinesi e campane, operanti nelle province di Modena, Reggio Emilia e Parma e dediti all’acquisizione indebita di profitti e vantaggi derivati dal fallimento di aziende in difficoltà. Le attività investigative condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena sono state avviate approfondendo il fallimento di un’azienda operante nella bassa modenese, utilizzando intercettazioni, pedinamenti e analizzando una gran mole di documentazione sequestrata dopo le perquisizioni eseguite nel maggio del 2019.

Gli accertamenti si sono sviluppati lungo due filoni principali. Il primo ha consentito di segnalare all’autorità giudiziaria competente i responsabili del fallimento di diverse società, operanti prevalentemente nel settore edile, in relazione alla distrazione del patrimonio aziendale allo scopo di arrecare pregiudizio ai creditori per diverse centinaia di miglia di euro, ed alla sottrazione e distruzione della documentazione contabile in modo da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari dell’azienda fallita. 

Il secondo filone investigativo ha rivelato l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori a vantaggio del capo della presunta organizzazione criminale, Rocco Ambrisi per l'appunto, che avrebbe commesso una serie di reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (quali dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nonché mediante interposizioni societarie fittizie ed indebite compensazioni di crediti inesistenti). Le attività investigative hanno, altresì, consentito di accertare la disponibilità di armi da fuoco da parte di alcuni componenti del gruppo criminale.

Contestualmente è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca per equivalente fino a concorrenza della somma di circa un milione di euro, corrispondente al profitto dei reati fiscali contestati, oltre che a diverse perquisizioni d’iniziativa in materia di armi nei confronti di alcuni indagati.

Diciannove le persone complessivamente indagate. Dagli accertamenti esperiti è altresì emerso che 3 dei 13 soggetti sottoposti a misura cautelare personale risultano percettori del Reddito di Cittadinanza, avendo dichiarato nelle pertinenti istanze di non essere titolari di alcun tipo di reddito o di percepire redditi irrisori. Nei confronti di tali soggetti sono state avviate le procedure per la revoca del beneficio.

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