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Cronaca Spilamberto

Furti e rapine nelle sale slot, banda sgominata dai Carabinieri

Travisati e con pistola agivano sempre sotto l'effetto di cocaina: bloccavano clienti e gestori e procedevano a scassinare le slot machine, per poi fuggire a bordo di auto di grossa cilindrata. Sono gli autori del colpo a Spilamberto del 24 novembre

I Carabinieri di Bologna hanno disposto il fermo di quattro cittadini rumeni e un kossovaro, ritenuti responsabili di rapine efferate all'interno di sale slot del bolognese e del modenese. Dovranno rispondere di sequestro di persona e rapina aggravata in concorso. Per la complessità dell'indagine l'operazione, partita a settembre scorso, è stata denominata "Scacco matto".  

SOPRALLUOGO. Il modus operandi era ben collaudato: uno dei componenti della banda, una sorta di "palo", entrava a volta scoperto in diverse sale, fingendosi cliente, per poi decidere se dare luogo o meno al blitz. Avvisando i complici con una telefonata, usciva dal locale, lasciando la porta aperta per facilitare l'ingresso degli "esecutori materiali".

Travisati e con una pistola, le azioni erano veloci e molto violente, anche perchè agivano sempre sotto l'effetto di cocaina: incaprettavano clienti e gestori e procedevano a scassinare le slot machine, per poi fuggire a bordo di auto di grossa cilindrata, talvolta rubate ai clienti. I carabinieri sospettano che siano responsabili di almeno tre rapine e quattro furti.  

SPILAMBERTO. I carabinieri hanno arrestato in prima battuta il "palo", volto noto alle forze dell'ordine, a seguito di una rapina a Spilamberto il 24 novembre, per gli altri le manette sono scattate il giorno dopo: si tratta di giovani nati tra il 1984 e il 1987, ben addestrati e "corpulenti", capeggiati da un rumeno 31enne chiamato "Imperatore", che ha dato filo da torcere agli inquirenti, perchè ritenuto intelligente ed esperto. Sono tutti domiciliati nel bolognese, senza occupazione, dediti a furti e spaccate, e forti consumatori di cocaina. I carabinieri li hanno catturati nelle loro abitazioni, tutte diverse, e all'atto della perquisizione hanno rinvenuto denaro e la pistola, poi rivelatosi una riproduzione fedele di un'arma vera.

PARTITA A SCACCHI. Un'attività di indagini "logorante" l'hanno definita i Carabinieri, con l'impiego di una decina di uomini che hanno tenuto d'occhio i criminali per diversi mesi, cercando di comprendere o addirittura anticipare le mosse "degli avversari", per evitare che, visto lo stato alterato e la violenza dei rapinatori, le azioni potessero avere esiti peggiori. 

BANDA A "SIMMETRIA VARIABILE". Le indagini hanno rivelato che i vertici della banda cercavano di reclutare nuove leve in aiuto. Era "l'imperatore" a decidere le squadre d'attacco e i soggetti più adatti per un determinato blitz.

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