Rapine a mano armata in negozi e abitazioni, in manette una banda di pendolari

Avevano colpito nell'aprile scorso nella zona di Vignola, derubando con metodi violenti tre farmacie, un negozio e una comune cittadini gettata a terra nel proprio appartamento. Presi quattro pregiudicati di Castel Volturno

foto di repertorio

Vignola, 3 aprile scorso: in mattinata va in scena una rapina al negozio di prodotti per l'igiene Caddy's. Una settimana dopo, 11 aprile, una banda di rapinatori colpisce in sequenza alla farmacia Nuova Vignolese e alla farmacia Bavutti di Brodano. Nelle ore successive si registra anche una violenta rapina in un'abitazione della città dei Contrari: alcuni uomini si presentano come finti carabinieri e si fanno aprire la porta da una donna, che viene poi spintonata, gettata a terra e rinchiusa in uno sgabuzzino, consentendo ai malviventi di depredare la cassaforte con gioielli e contanti. E ancora: il 17 maggio si verifica una rapina al negozio Tigotà di Cittadella, in provincia di Padova, e due giorni dopo una rapina all'orario di apertura della Farmacia San Faustino, in via Giardini a Modena.

Grazie ad una brillante indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo è stato possibile individuare una matrice comune per tutti questi sei colpi: una banda composta da quattro persone, tutte pregiudicate e residenti a Castel Volturno, nel casertano. Veri e propri "pendolari del crimine" che colpivano in maniera violenta e senza troppi scrupoli, armati di pistola e con il volto travisato da passamontagna.

La loro tecnica era collaudata e replicata in serie. I quattro partivano dal Castel Voltuno a bordo di auto prese a noleggio, quindi difficilmente rintracciabili da parte degli inquirenti. Il veicolo veniva parcheggiato ad una certa distanza dall'obiettivo e i rapinatori si dirigevano a piedi verso i negozi, dove facevano irruzione mostrando l'arma e poi rinchiudendo il personale all'interno dei locali di servizio per poter agire indisturbati. Dopo aver razziato le casse rientravano a piedi e raggiunta l'auto si spostavano immediatamente. Un modus operandi che, nei sei colpi loro attribuiti dai Carabinieri, aveva fruttato circa 51.000 euro.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Nelle prime ore di ieri pomeriggio i militari hanno dato esecuzione alle ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal tribunale su richiesta del Pm Pasquale Mazzei, titolare dell'inchiesta. Si tratta di due fratelli italiani di 50 e 55 anni e di due tunisini di 38 e 29 anni, regolari in Italia. Il rintraccio dei quattro ricercati non è stato semplice: i due fratelli si trovavano infatti ospiti di una conoscente nella provincia di Vicenza. Ora sono tutti stati condotti in carcere, tra Padova, Vicenza e Santa Maria Capua Vetere, con l'accusa di rapina aggravata in concorso.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Come eliminare il grasso in eccesso? Gli specialisti di Modena usano... il freddo!

  • Coronavirus, 69 nuovi casi in regione. La metà tra Bologna e Reggio Emilia

  • Incidente in via Pancaldi, non ce l'ha fatta lo scooterista di 55 anni

  • Temporali. Ancora grandine e vento forte, crollati diversi alberi

  • Covid, 6 casi nel modenese. Un nuovo ingresso in terapia subintensiva

  • Covid, famiglie e imprese dovranno segnalare i rientri dall'estero. Poi quarantena in hotel

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ModenaToday è in caricamento