Apre la porta ai rapinatori e poi spartisce il bottino, arrestata una guardia giurata

Sono stati individuati i due uomini che hanno rapinato la sala giochi Macao di Mirandola nel marzo scorso: in carcere è finito peò al momento solo il basista, un 30enne che secondo gli inquirenti avrebbe collaborato con i malviventi

All'alba dello scorso 8 marzo la sala giochi Macao, situata in via Bernardi a Mirandola, era stata teatro di una rapina a mano armata. Una coppia di banditi con il volto coperto e armati di pistola erano riusciti ad entrare nel locale intorno alle ore 5, soriprendendo le cassiere proprio mentre erano intente a contare il denaro. Dopo aver minacciato il personale i due criminali si erano fatti consegnare circa 35mila euro ed erano fuggiti velocemente.

I Carabinieri avevano avviato immediatamente le indagini, che nel giro di qualche mese avevano dato i primi risultati. Oggi l'inchiesta - coordinata dal Pm Marco Niccolini - ha visto un passo importante, con l'esecuzione di una misura cautelare. A finire in manette non sono perà stati i rapinatori, bensì il basista: gli inquirenti hanno infatti provato il ruolo della guardia giurata addetta alla sicurezza del "Macao" quale parte attiva della rapina.

E' stata proprio la guardia, un 30enne italiano incensurato - ad aprire la porta ai due malviventi che avevano suonato il campanello presentandosi già con il volto travisato per eludere la prima telecamera. Una volta all'interno i due ladri si erano comportati con eccessiva disinvoltura, appoggiando addirittura la pistola su una mensola, voltandosi di spalle e offrendo al vigilante l'occasione di reagire. Ma la guardia giurata era rimasta ferma in disparte.

Da questi atteggiamenti sospetti erano scaturiti approfondimenti sul conto del 30enne, che hanno portato i carabinieri a scoprire che era stato proprio l'addetto alla sicurezza a contattare telefonicamente i rapinatori 20 minuti prima del colpo per dare loro il via libera. Qualche giorno dopo i tre si erano anche incontrati presso un'area di servizio nella zona di Reggio Emilia per dividersi il bottino.

Sono stati identificati anche i due esecutori materiali: si tratta di un 27enne e di un 24 enne appartenenti a due comunità nomadi stanziate nel reggiano, pluripregiudicati. Mentre il basista è stato arrestato - dal momento che il giudice ha ritenuto potesse reiterare il reato, continuando questi a lavorare nello stesso locale - i due nomadi sono attualmente indagati a piede libero.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cinque emiliani contagiati, Bonaccini: "Stiamo valutando chiusura di nidi, scuole, impianti sportivi e musei"

  • Trema la pianura, scossa di terremoto MI 3.4 tra Modena e Reggio

  • Coronavirus. Tutte le scuole in Emilia-Romagna chiuse fino al 1 marzo

  • Aggiornamento Coronavirus, la situazione in Emilia-Romagna. "Chi ha dubbi chiami il 118"

  • Scontro in via Salvo D'Acquisto, l'ambulanza si ribalta

  • Coronavirus. Unimore sospende lezioni ed esami per tutta la settimana

Torna su
ModenaToday è in caricamento